mercoledì, Luglio 29, 2026

Ex Ilva, Fiom 8 ore di sciopero e assemblee, serve un piano straordinario

E’ finito a Palazzo Chigi il vertice sull’ex Ilva tra Governo, sindacati e commissari delle due amministrazioni straordinarie. La riunione è stata aggiornata ad un nuovo incontro al Mimit che potrebbe tenersi già martedì prossimo. Uno dei dati emersi nella riunione è che si andrebbe verso un nuovo bando di gara per l’ex Ilva ma limitato all’area a freddo visto che dopo il decreto della Corte d’Appello di Milano di ieri, che ha imposto lo stop entro 90 giorni per ragioni ambientali legate alla presenza di amianto e all’emissione di polveri sottili, l’area a caldo del siderurgico di Taranto, la parte centrale della fabbrica, praticamente non esiste più. Né è possibile, come hanno detto i commissari, intervenire in 90 giorni sulla rimozione dell’amianto esistente negli impianti. La costituzione immediata di un tavolo tecnico, già a partire da martedì prossimo, con la partecipazione delle organizzazioni sindacali, della Regione Puglia, del Comune di Taranto e dei Ministeri interessati, al fine di elaborare proposte concrete da sottoporre al più presto al confronto a Palazzo Chigi: è la proposta lanciata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, alla conclusione del confronto sull’ex Ilva con i sindacati. Mantovano, spiegano fonti di governo, ha posto due premesse alla sua proposta: “Credo sia doveroso riconoscere reciprocamente il senso di responsabilità dimostrato da tutti”. “Il fallimento della gestione dell’ex Ilva non può essere scaricato sulle lavoratrici e sui lavoratori, quindi, per questo abbiamo detto al Governo che per quanto ci riguarda andremo a otto ore di sciopero e assemblee con le lavoratrici e lavoratori, perché vogliamo un piano straordinario di sicurezza nazionale sulla situazione industriale occupazionale e salariale delle lavoratrici e dei lavoratori”. Lo ha detto il segretario generale della Fiom-Cgil, Michele De Palma, al termine del confronto con il Governo sulla situazione dell’ex Ilva. La prossima settimana partiranno dei tavoli tecnici sull’ex Ilva anche con il coinvolgimento degli enti territoriali, per trovare soluzioni condivise all’indomani della sentenza della Corte d’Appello di Milano che ha disposto il fermo dell’aerea a caldo dello stabilimento di Taranto per 90 giorni. Lo hanno riferito i sindacati al termine dell’incontro con il Governo. “Chiediamo un intervento straordinario e condiviso del Governo per salvaguardare l’ex Ilva e tutta la filiera: la sentenza della Corte d’Appello di Milano, che dispone la sospensione delle attivita’ dell’area a caldo di Taranto entro 90 giorni per rimuovere l’amianto circoscritto, rappresenta un impedimento per l’approvvigionamento dell’acciaio in tutto il gruppo e mette in discussione sia il futuro dello stabilimento di Taranto sia dell’intera siderurgia italiana. Cosi’ si rischiano fino a 5.000 esuberi diretti e indiretti, ecco perche’, come organizzazione sindacale, non possiamo condividere un crono programma per lo spegnimento dell’aria a caldo”. Lo dice dopo il vertice di oggi a Palazzo Chigi l’Ugl Metalmeccanici con Antonio Spera, Daniele Francescangeli e Vittoria Bucarini. Per l’Ugl, “salute, sicurezza e occupazione devono procedere insieme. La tutela della salute pubblica e’ un principio imprescindibile, ma il risanamento ambientale deve significare bonifiche, investimenti e innovazione tecnologica, non la chiusura degli impianti e la deindustrializzazione del Paese”. Secondo il sindacato, “la fermata dell’area a caldo rischia di colpire non solo i lavoratori diretti di Acciaierie d’Italia, ma anche migliaia di addetti dell’indotto e delle aziende in appalto. Per noi, non esistono lavoratori di serie A e di serie B: l’occupazione va garantita a tutti”.Infine l’Ugl dice che “il prestito ponte di 100 milioni di euro, stanziato dal Governo, e’ un primo intervento importante, ma non sufficiente. Governo, azienda e istituzioni devono definire rapidamente una strategia industriale chiara, anche in vista del ricorso in Cassazione, con l’obiettivo di garantire il futuro dell’area a freddo e dell’intero sito produttivo”.

 

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