mercoledì, Luglio 29, 2026

Zelensky da Trump: “Un buon incontro, sì alle licenze dei missili Patriot”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accettato di concedere all’Ucraina le licenze per i missili Patriot, ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in tarda serata martedì. “Ha accettato di concederci le licenze, e in seguito ho avuto un incontro con i rappresentanti della produzione, aziende militari molto forti degli Stati Uniti. Spero che realizzeremo una co-produzione”, ha detto Zelensky al conduttore di Fox News Sean Hannity durante il programma “Hannity” della rete. Va ricordato che già l’8 luglio al vertice NATO di Ankara Trump aveva detto di avere concesso a Zelensky l’uso delle licenze per costruire i missili Patriot. “È stato un grande onore incontrare il presidente dell’Ucraina Zelensky. Sono stati discussi molti argomenti. L’incontro è andato molto bene!”, è quanto scrive il presidente americano Donald Trump su Truth, in merito al faccia a faccia avuto nello Studio Ovale con il leader ucraino. Una visita in Russia dell’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti e del genero, Steve Witkoff e Jared Kushner, potrebbe avvenire nelle prossime settimane, ma al momento non vi è alcuna certezza. Lo riferisce una fonte all’agenzia russa Tass.
“Tale possibilità esiste”, ha affermato la fonte all’agenzia, rispondendo a una domanda sulle prossime due settimane. “Ma al momento non ci sono dettagli né certezze”. In precedenza, diversi media occidentali avevano riportato la possibilità che Witkoff e Kushner visitassero Kiev nelle prossime due settimane. Le forze armate russe hanno detto di avere continuato a colpire oggi porti e navi ucraine sul Mar Nero coinvolti nei rifornimenti all’esercito di Kiev. Il ministero della Difesa di Mosca ha precisato che bombardamenti con droni kamikaze e d’attacco sono stati effettuati nel porto di Mykolaiv contro infrastrutture per il trasbordo “utilizzate per la consegna e lo stoccaggio di merci di natura militare, nonché serbatoi di carburante e lubrificanti, destinati a rifornire le forze armate ucraine”. Inoltre, si aggiunge in una nota postata sul canale Telegram del ministero russo, un drone ha colpito 11 chilometri ad est di Odessa “una nave cargo che trasportava armi verso i porti di Odessa e Chernomorsk”. Nella prima metà del 2026, l’Onu ha registrato in Ucraina 1.396 morti e 7.978 feriti tra i civili: un aumento del 37% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La causa, secondo l’Onu, è dovuta all’intensificazione degli attacchi russi con missili e droni contro città lontane dalle zone di combattimento. Le Nazioni Unite segnalano anche un incremento delle vittime civili all’interno della Russia, conseguenza delle operazioni ucraine sul suo territorio. “A oltre quattro anni dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala, la guerra non è più confinata al campo di battaglia: le città sono diventate la prima linea” dice l’Onu. Il Consiglio di sicurezza ha rilevato che dal 9 luglio, più di 170 civili sono stati uccisi e 1.028 feriti in Ucraina. Kiev continua a subire bombardamenti quasi quotidiani. Odessa, Kharkiv, Sumy, Kherson, Dnipropetrovsk, Zaporizhzhia e Donetsk rimangono sotto attacchi ripetuti. Un bilancio, che le Nazioni Unite considerano significativamente sottostimato, rileva che dall’inizio dell’invasione russa nel febbraio 2022, sarebbero almeno 16.431 le vittime civili, tra cui 803 bambini, mentre oltre 48.600 persone sono rimaste ferite. E la valutazione di questa guerra da parte delle Nazioni Unite non si ferma alla dimensione puramente militare. Nelle ultime settimane, gli attacchi russi contro i porti ucraini sul Mar Nero si sono intensificati. Diverse navi mercantili battenti bandiera straniera sono state colpite mentre trasportavano grano o fertilizzanti, e anche le strutture di stoccaggio e carico sono finite nel mirino. Secondo l’Agenzia delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo, i prezzi globali del grano sono già aumentati del 20% dall’inizio di luglio e un ulteriore deterioramento della sicurezza marittima nel Mar Nero o nel Mar d’Azov potrebbe far aumentare i costi di trasporto, assicurazione, energia e prodotti alimentari, colpendo in primo luogo i Paesi più dipendenti dalle importazioni. Il ministero della Difesa russo ha riferito di aver colpito i porti ucraini sul Mar Nero e di aver presumibilmente interrotto le operazioni di scarico di materiale bellico per l’esercito di Kiev.
“La scorsa notte, le forze armate russe hanno continuato a colpire i porti ucraini utilizzati per il rifornimento delle forze armate ucraine. Nel porto di Mykolaiv, droni d’attacco russi hanno colpito due navi portarinfuse mentre scaricavano materiale militare”, si legge nel post del ministero russo su Telegram.

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