giovedì, Luglio 30, 2026

Dopo quasi quarant’anni riaperto il fascicolo sul delitto di Cristiano Aprile

La Procura di Roma ha riaperto l’inchiesta sull’omicidio di Cristiano Aprile, il bambino di 12 anni ucciso il 24 febbraio 1987 nella sua abitazione di Montesacro, iscrivendo un uomo nel registro degli indagati. Il sospettato è già stato interrogato dagli investigatori nell’ambito dei nuovi accertamenti. L’indagine, coordinata dalla pubblico ministero Alessandra D’Amore e affidata alla Squadra Mobile, punta a riesaminare uno dei più noti cold case della Capitale, rimasto senza un colpevole per quasi quarant’anni. Secondo quanto ricostruito all’epoca, la mattina del 24 febbraio 1987 un giovane, descritto come di età compresa tra i 18 e i 20 anni, si presentò alla porta dell’abitazione della famiglia Aprile con il pretesto di dover ritirare un libro di elettrotecnica dal padre del ragazzo, insegnante. Dopo essere stato fatto entrare in casa dalla madre, Fiorella Baroncelli, l’aggressore avrebbe estratto un coltello, ferendo gravemente la donna e la figlia maggiore Giada. Successivamente avrebbe raggiunto Cristiano nella sua cameretta, colpendolo con numerose coltellate. Il dodicenne morì durante il trasporto in ambulanza al Policlinico Umberto I. Per decenni il delitto è rimasto senza responsabili individuati. La riapertura del fascicolo rappresenta un nuovo sviluppo investigativo, anche se gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sugli elementi raccolti e precisano che l’iscrizione nel registro degli indagati non costituisce un accertamento di responsabilità. L’attività investigativa prosegue con l’obiettivo di verificare ogni elemento utile a chiarire definitivamente quanto accaduto nella villetta di via Levanna, teatro dell’omicidio che sconvolse Roma nel 1987.

 

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