Migliorare l’assistenza sanitaria per la popolazione detenuta e ottimizzare la gestione dei servizi sanitari nel comprensorio penitenziario di Rebibbia. È questo l’obiettivo principale dell’accordo di collaborazione istituzionale siglato tra il Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP), l’Azienda Sanitaria Locale Roma 2 e la Regione Lazio, che porterà alla nascita della “Casa di Comunità di Rebibbia”. La formalizzazione dell’iniziativa è avvenuta presso il Palazzo della Regione Lazio, alla presenza del Presidente della Regione Francesco Rocca, del Provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per il Lazio, Abruzzo e Molise Giacinto Siciliano e del Direttore generale della ASL Roma 2 Francesco Amato. L’intesa prevede la firma di un atto di concessione in uso gratuito con cui il DAP mette a disposizione della ASL Roma 2 un’area di 450 metri quadrati situata nel Fabbricato A della Casa di reclusione di Roma Rebibbia. L’edificio ospiterà il nuovo Poliambulatorio, destinato a servire le persone recluse e il personale di tutti e quattro gli istituti del complesso. L’adeguamento strutturale, impiantistico e tecnologico dei locali sarà a carico della ASL Roma 2, già responsabile dell’assistenza sanitaria all’interno dell’istituto, che garantirà la conformità della struttura alle normative vigenti. L’opera sarà sostenuta dalla Regione Lazio con un investimento di oltre 3,6 milioni di euro, stanziati nell’ambito del piano degli investimenti 2027 . Il nuovo Polo sanitario punta a garantire continuità assistenziale, tempestività nelle cure e l’ampliamento delle prestazioni specialistiche direttamente all’interno della struttura, limitando la necessità di spostamenti esterni.







