Un altro pezzo di storia in carne e ossa che se ne va. Ci ha lasciato, all’età di 98 anni Mario di Maio, l’ultimo partigiano in vita di San Lorenzo. Lo annuncia con dolore l’Anpi di Roma, ricordandone la storia personale.
Era nato a Roma, nello storico rione, nel 1928. Il padre era un antifascista della prima ora, attivo contro il regime già dagli esordi, nel 1922 e per questo perseguitato.
A 15 anni, fu testimone del drammatico bombardamento del quartiere del 19 maggio 1943. In quel momento era recluso nel carcere minorile di San Lorenzo, a via dei Reti, per aver picchiato il figlio di un fascista. Riuscì a fuggirne proprio grazie alla confusione seguita al cadere degli ordigni sui palazzi, saltando dal secondo piano dell’edificio e mettendo in salvo un bambino rimasto ferito.
In seguito si unì alla formazione partigiana Bandiera Rossa. “Er nanetto” era il suo nome di battaglia, con il quale prese parte alla resistenza di Porta San Paolo durante l’occupazione tedesca di Roma e si recò in seguito a combattere in Abruzzo. Era l’ultimo partigiano in vita del quartiere San Lorenzo. In tempi di pace, la testimonianza della Resistenza era diventato un suo impegno costante. Partecipava con entusiamo a tutte le iniziative nelle scuole e in occasione delle celebrazioni dell’8 settembre, del 25 aprile, alla parata del 2 giugno. “Ovunque, scrive l’Anci nel salutarlo, testimoniava l’antifascismo con gioiosa determinazione”.







