mercoledì, Agosto 12, 2026

La Corte Suprema russa esclude Yabloko dalle elezioni politiche del 2026: rimosso l’ultimo partito pacifista

- Advertisement -

“Per un accordo di cessate il fuoco, per la diplomazia e per la pace!” Questa frase riassume il programma elettorale di Yabloko, l’unico partito contrario alla guerra tra quelli ufficialmente registrati in Russia. Almeno fino a ieri quando la Corte Suprema russa ha annullato la registrazione di Yabloko per le elezioni parlamentari di settembre, accogliendo il ricorso del partito nazionalista Rodina, vicino al Cremlino. È la prima volta nella storia russa moderna che un partito viene escluso dalle elezioni parlamentari dopo essere stato ufficialmente registrato dalla Commissione Elettorale Centrale. Dopo la sentenza della Corte Suprema, il leader del partito, Nikolai Rybakov, ha dichiarato: “Non ci sono affatto motivi per escludere il partito dalle elezioni. Tutti i documenti erano stati controllati dalla Commissione Elettorale Centrale, e la decisione di permetterci di correre era stata presa all’unanimità”. Accogliendo il ricorso del partito guidato dal deputato Alexei Zhuravlyov, la Corte ha annullato la registrazione della lista federale di Yabloko per le elezioni legislative previste dal 18 al 20 settembre 2026. Dal 1999, nessun partito è mai stato rimosso da un’elezione della Duma, e Yabloko era addirittura seconda nell’ordine di apparizione sulla scheda elettorale, subito dopo il partito di governo Russia Unita di Vladimir Putin. La Corte, presieduta dal giudice Vyacheslav Kirillov, ha deciso il caso in appena tre giorni: il ricorso era stato presentato da Rodina il 7 agosto, quando la Commissione Elettorale Centrale aveva approvato all’unanimità la registrazione della lista di Yabloko. Proprio la rapidità con cui l’approvazione iniziale è stata ribaltata ha fatto sospettare a diversi osservatori che il primo via libera fosse già parte di una messa in scena istituzionale. Il 7 agosto, Yabloko denunciava su Telegram: “Vogliono rimuoverci dalle elezioni perché noi stiamo per la pace, mentre loro vogliono prolungare la tragedia (della guerra) all’infinito”.

 

Articoli correlati

Ultimi articoli