Quindici giorni, al massimo, per adeguare la struttura alle contestazioni emerse durante i controlli, mentre i nuovi ingressi restano sospesi e alcuni pazienti potrebbero essere trasferiti in altre Rsa, anche lontano da Civitavecchia. Entra così nella fase più delicata il caso della Rsa Bellosguardo, al centro delle preoccupazioni dei familiari e delle segnalazioni arrivate nelle ultime settimane. A fare il punto sulla situazione è Antonio Burattini, presidente del Comitato nazionale Anchise, dopo l’incontro avuto con la Asl Roma 4. «Questa mattina siamo stati ricevuti dalla Asl Roma 4 – ha spiegato Burattini -. Ci è stato detto che la Regione ha dato dieci, massimo quindici giorni di tempo alla struttura per adeguarsi in merito alle contestazioni fatte». Il provvedimento arriva dopo i controlli effettuati nelle scorse settimane e le nuove denunce presentate dai familiari dei pazienti, che hanno acceso i riflettori sulle condizioni della struttura. Nel frattempo, i nuovi ingressi sono stati sospesi e per alcuni degli ospiti già presenti si prospetta il trasferimento presso altre Rsa, con la possibilità che le destinazioni individuate siano anche fuori dal territorio di Civitavecchia. Una situazione che preoccupa ulteriormente le famiglie, chiamate a confrontarsi con l’incertezza sul futuro dei propri cari. I prossimi giorni saranno dunque decisivi per verificare se la struttura riuscirà a recepire le prescrizioni indicate e a superare le criticità contestate. Al termine del periodo concesso dalla Regione, saranno gli ulteriori accertamenti a stabilire se gli interventi effettuati saranno sufficienti per consentire la ripresa della piena operatività.
Ladispoli, caso Bellosguardo: 15 giorni per adeguare la struttura, sospesi i nuovi ingressi
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