La storia etrusca continua ad attirare visitatori a Cerveteri e la Necropoli della Banditaccia si conferma uno dei principali motori culturali e turistici del territorio. I dati ufficiali relativi al 2024 raccontano infatti di 62.181 visitatori nell’area archeologica, un risultato in crescita rispetto ai 60.076 ingressi registrati nel 2023, pari a un incremento del 3,50%. Numeri che assumono un significato ancora maggiore se inseriti nel contesto di un patrimonio unico nel suo genere: la Banditaccia, riconosciuta Patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO dal 2004, si estende per circa 20 ettari e conserva centinaia di tombe etrusche databili dall’VIII al II secolo avanti Cristo. La necropoli non è soltanto un insieme di sepolture, ma una vera e propria città dei morti, organizzata con strade, piazze e quartieri che riproducono l’impianto urbanistico degli antichi centri abitati etruschi. Tra tumuli, tombe a dado, ipogei e monumenti scavati direttamente nel tufo, il percorso permette di attraversare secoli di storia e di osservare l’evoluzione dell’architettura funeraria etrusca. È proprio questa caratteristica a rendere la Banditaccia una destinazione capace di attirare non soltanto appassionati di archeologia, ma anche famiglie, turisti italiani e stranieri e visitatori che durante il soggiorno sul litorale scelgono di affiancare al mare un’esperienza culturale. La crescita registrata nel 2024 conferma una tendenza positiva per Cerveteri, in controtendenza rispetto alla vicina Tarquinia, dove nello stesso anno la Necropoli dei Monterozzi ha registrato una flessione. Il dato della Banditaccia si inserisce quindi in un quadro nel quale il patrimonio etrusco rappresenta sempre più un elemento strategico dell’offerta turistica locale. Anche il 2026 sta mostrando segnali interessanti: durante il ponte di Pasqua e Pasquetta, tra il 4 e il 6 aprile, la Necropoli della Banditaccia e il Museo Nazionale Archeologico Cerite hanno totalizzato 4.753 ingressi, confermando la capacità del sistema culturale cerveterano di intercettare flussi turistici anche al di fuori dei mesi estivi. L’estate rappresenta naturalmente il periodo di maggiore attenzione, perché Cerveteri può contare su un’offerta particolarmente articolata: alla necropoli si affiancano il centro storico, le iniziative culturali, la vicinanza alla costa e gli appuntamenti dell’Estate Caerite. Proprio ad agosto il Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia ha previsto aperture straordinarie, compreso Ferragosto, con l’obiettivo di intercettare il grande flusso di turisti presenti sul litorale e offrire loro la possibilità di inserire una visita archeologica nel programma delle vacanze. Una strategia che punta a trasformare la presenza turistica stagionale in un’opportunità più ampia per il territorio, portando i visitatori dal mare alla storia, dai siti archeologici alle attività culturali e, più in generale, alle eccellenze di Cerveteri. La Banditaccia resta naturalmente il cuore di questo racconto: percorrere la lunga viabilità funeraria, entrare nelle tombe monumentali e osservare i grandi tumuli immersi nel verde significa confrontarsi direttamente con una civiltà che per secoli ha lasciato una delle testimonianze archeologiche più importanti dell’Italia antica. Un patrimonio che continua dunque a muovere migliaia di persone e che, con oltre 62mila presenze annuali, conferma il peso crescente dell’archeologia nel turismo di Cerveteri. I numeri suggeriscono inoltre un potenziale ancora maggiore, soprattutto se la crescita degli ingressi sarà accompagnata da servizi, promozione, eventi e collegamenti capaci di trattenere più a lungo i visitatori in città. La sfida per Cerveteri è ora trasformare il crescente interesse per gli Etruschi in un beneficio turistico ed economico sempre più diffuso, facendo della Banditaccia non soltanto una destinazione da visitare, ma il punto di partenza per scoprire l’intero territorio.







