Un doppiofondo ricavato con estrema cura nel pianale di un semirimorchio e un carico di droga che, secondo una prima stima, avrebbe avuto un valore superiore ai 3 milioni di euro. È il risultato dell’operazione condotta al porto di Civitavecchia dai funzionari dell’Ufficio ADM Lazio3 e dai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, che hanno portato al sequestro di oltre 85 chilogrammi di sostanze stupefacenti, tra marijuana e cocaina. L’intervento è scattato nell’ambito dei controlli effettuati sui passeggeri e sui mezzi sbarcati dalla motonave proveniente da Barcellona, una delle rotte interessate dal traffico commerciale e passeggeri che collega il porto laziale con la Spagna. A far scattare l’attenzione degli investigatori è stato innanzitutto il comportamento del conducente di un autoarticolato, apparso particolarmente guardingo durante le verifiche dei documenti e delle procedure di sbarco. Un atteggiamento che, sommato agli elementi emersi dall’analisi dei rischi condotta sui passeggeri e sugli autotrasportatori in arrivo, ha spinto i militari ad approfondire l’ispezione. Nell’attività di controllo sono state inoltre determinanti le informazioni messe a disposizione dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Milano, che hanno contribuito a indirizzare gli accertamenti verso il mezzo pesante. Il controllo ha così permesso di individuare una struttura ricavata all’interno del pianale del semirimorchio, apparentemente destinata a nascondere il carico illecito e a renderne più difficile l’individuazione durante le normali operazioni di verifica. Una volta individuato il doppiofondo, gli operatori hanno proceduto all’apertura e all’ispezione dello spazio occulto, facendo emergere il consistente quantitativo di stupefacenti. Complessivamente sono stati recuperati più di 85 chili di droga, con la presenza di marijuana e cocaina, sostanze che, secondo le stime effettuate nell’ambito dell’operazione, avrebbero potuto garantire un valore di mercato superiore ai 3 milioni di euro. Un sequestro di particolare rilevanza, dunque, sia per la quantità di stupefacente sottratta alla disponibilità della criminalità sia per le modalità con cui il carico era stato occultato all’interno del mezzo. Il porto di Civitavecchia si conferma così uno dei punti strategici nei controlli contro i traffici illeciti lungo le principali direttrici internazionali. La collaborazione tra Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Guardia di Finanza, unita all’attività di analisi delle informazioni provenienti da altri reparti investigativi, consente infatti di concentrare le verifiche sui carichi considerati maggiormente a rischio, aumentando la possibilità di individuare quei trasporti nei quali la merce legale viene utilizzata come copertura per movimentare sostanze illegali. In questo caso, proprio la combinazione tra l’atteggiamento del conducente, gli elementi informativi già disponibili e l’ispezione approfondita del mezzo ha permesso di andare oltre il primo controllo documentale e di scoprire il sofisticato sistema di occultamento. Il carico è stato quindi posto sotto sequestro e gli accertamenti proseguono per ricostruire la provenienza della droga, la destinazione finale e l’eventuale rete di soggetti coinvolti nel trasporto. L’operazione rappresenta un ulteriore tassello nell’attività di contrasto al narcotraffico che interessa gli scali portuali italiani e le rotte internazionali, dove i trafficanti ricorrono sempre più spesso a vani nascosti e modifiche strutturali dei mezzi per tentare di eludere i controlli. La scoperta del doppiofondo e il recupero di un quantitativo così ingente di stupefacenti hanno consentito di interrompere un trasporto destinato, secondo gli investigatori, al successivo ingresso della droga nel circuito della distribuzione illegale. Per Fiumicino, indicato come territorio di riferimento, la notizia riporta dunque l’attenzione sul più ampio sistema dei controlli e dei collegamenti logistici dell’area metropolitana romana, strettamente legato ai grandi nodi portuali e aeroportuali del Lazio.







