lunedì, Agosto 24, 2026

Amatrice, dieci anni dopo il sisma che causò 299 morti

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Irintocchi della campana della torre civica e le candele accese nella notte. Alle 3.36 ad Amatrice, sono stati letti i nomi delle 299 vittime del terremoto del Centro Italia e del reatino. La veglia di preghiera nell’auditorium della Laga in forma privata, come chiesto dai parenti delle vittime. Poi il corteo, illuminato dalle fiaccole, ha attraversato in silenzio la zona rossa fino al monumento nel parco Don Minozzi. La luce delle candele ha accompagnato il percorso attraverso ciò che resta del vecchio paese e il nuovo tessuto urbano che lentamente prende forma. Un gesto simbolico, ma anche un’affermazione di presenza: esserci per chi è morto, per chi è rimasto e per una terra che vuole tornare a vivere senza essere definita soltanto dalla tragedia. Oggi lutto cittadino ad Amatrice. Alle 16.30 la deposizione della corona d’alloro davanti al monumento che ricorda chi ha perso la vita in quella notte di dieci anni fa. E alle 17 la messa nel palazzetto dello sport, presieduta dal Cardinale Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Sarà presente la premier Giorgia Meloni, con le istituzioni nazionali e locali. Alle 20.30 sempre nel campo sportivo del comune distrutto dal sisma, il Requiem Rimembranza, scritto e diretto dal maestro Richard Sigmund. Fare memoria significa lavorare ogni giorno per far rinascere Amatrice ha ribadito il sindaco Cortellesi. Un decennale che gli amatriciani stanno vivendo nel silenzio e nel ricordo dei loro cari Per Amatrice è la notte più intima delle celebrazioni. Il sindaco Giorgio Cortellesi ha scelto di affidare il ricordo al silenzio, mentre nella giornata di oggi sono previsti i momenti istituzionali.

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