E’cPartita l’offensiva commerciale dell’amministrazione Trump contro l’Iran, con sanzioni a tutti i Paesi che intrattengono rapporti commerciali con Teheran, compresa la Cina, al fine di ottenere un isolamento totale dell’economia iraniana. Gli Stati Uniti hanno quindi imposto nuove sanzioni contro oltre 60 organizzazioni, individui e navi in vari paesi collegati all’Iran. Le restrizioni prendono di mira entità che, secondo Washington, aiutano Teheran a procurarsi tecnologie proibite e proventi derivanti dalle esportazioni di petrolio, ha annunciato il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent. Secondo quanto da lui riferito, l’Ufficio per il controllo dei beni stranieri del Tesoro statunitense ha aggiunto alle proprie liste di sanzioni oltre 60 organizzazioni, individui e navi in tutto il mondo. “Essi consentono al regime iraniano di acquisire tecnologie nucleari e missilistiche vietate, condurre operazioni informatiche e generare entrate dalla vendita di petrolio”, ha dichiarato Bessent. Il segretario ha sottolineato che gli Stati Uniti intendono aumentare la pressione sull’Iran e ottenere il suo massimo isolamento sulla scena internazionale. Washington prevede inoltre di tagliare le potenziali fonti di finanziamento per il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. “Gli Stati Uniti hanno intrapreso azioni decisive contro numerose entità, individui e imbarcazioni che agevolano le attività destabilizzanti del regime iraniano”, si legge nel comunicato stampa del Dipartimento di Stato firmato dal portavoce Thomas Pigott. Tra queste attività, precisa il comunicato, figurano «attacchi contro le forze statunitensi e i loro alleati nella regione, l’acquisto illegale di armi, intrusioni informatiche nelle infrastrutture statunitensi e il traffico di prodotti energetici la cui vendita finanzia il terrorismo a livello globale».






