Dalla videosorveglianza agli impianti antintrusione, passando per le modalità di custodia, tracciabilità e segnalazione: la Regione Lazio ha avviato un approfondimento sulle misure di sicurezza adottate nelle farmacie ospedaliere di Roma e del territorio regionale per proteggere i medicinali contenenti fentanyl e sostanze analoghe dal rischio di furti. L’iniziativa nasce in seguito a due circolari del ministero della Salute, la prima emanata alla fine di dicembre e la seconda lo scorso luglio, con le quali è stato chiesto di rafforzare le procedure di custodia e vigilanza sui farmaci considerati particolarmente sensibili. Il livello di attenzione si è ulteriormente innalzato dopo il furto avvenuto a inizio luglio nella farmacia dell’ospedale Israelitico di Roma, dove dalla cassaforte sono state sottratte 80 fiale di fentanyl. Un quantitativo che, secondo le stime riportate, potrebbe essere sufficiente a ricavare circa 16mila dosi, rendendo l’episodio particolarmente significativo sul fronte della sicurezza e del rischio di utilizzo illecito della sostanza. La Regione ha quindi avviato una ricognizione per verificare quanto siano adeguatamente protette le farmacie ospedaliere e quali eventuali interventi siano necessari per colmare criticità. L’attenzione riguarda in particolare la presenza e l’efficienza degli impianti di videosorveglianza, dei sistemi di allarme e delle misure adottate per impedire accessi non autorizzati ai locali nei quali vengono conservati i medicinali. La verifica si inserisce in un quadro più ampio di prevenzione, nel quale la corretta custodia dei farmaci si accompagna alla necessità di garantire una tracciabilità puntuale dei quantitativi disponibili e dei loro impieghi. L’obiettivo è ridurre al minimo la possibilità che medicinali destinati all’uso sanitario possano essere sottratti e successivamente immessi in circuiti illegali. Il caso dell’ospedale Israelitico ha dunque rappresentato un campanello d’allarme per l’intero sistema regionale, spingendo le autorità sanitarie a fare il punto sulle procedure adottate nelle diverse strutture. La ricognizione servirà a individuare eventuali vulnerabilità e a valutare l’adozione di ulteriori misure di sicurezza, in linea con le indicazioni arrivate dal ministero della Salute.






