lunedì, Marzo 30, 2026

Israele, primo sì alla pena di morte per i terroristi. Amnesty: “Discriminazione etnica”

Hamas fa sapere che dall’entrata in vigore dell’accordo di cessate il fuoco il mese scorso Israele “non ha cessato le sue violazioni quotidiane e continue”. Gli attacchi israeliani, secondo Hamas, hanno ucciso 271 persone a Gaza, per oltre il 90% civili. Gli attacchi hanno anche ferito 622 persone, per il 99% civili. Le forze israeliane hanno arrestato 35 palestinesi, 29 ancora detenuti. Secondo il gruppo, Israele ha “demolito quotidianamente e sistematicamente le case all’interno della Linea Gialla, la linea di ritiro temporanea delle forze israeliane; continua a impedire l’ingresso degli aiuti umanitari forniti dall’Unrwa e non ha consentito l’ingresso di almeno 600 camion di aiuti umanitari al giorno, come concordato, inclusi 50 camion di vari tipi di carburante”. Amnesty International aveva già condannato la proposta di legge israeliana approvata ieri in prima lettura, sia per la crudeltà della pena di morte sia perché la legge «è il tentativo di creare una distinzione su base etnico-nazionalista e questo la rende una legge di apartheid». Condanna anche dagli esperti Onu: “Un passo profondamente regressivo” che “tra l’altro si applicherà alle minoranze e a chi vive da 55 anni sotto occupazione”. La Siria è entrata a far parte della coalizione anti-Isis. Lo riporta il Wall Street Journal citando fonti americane. L’ingresso segna la transizione della Siria da motore di instabilità in Medio Oriente ad alleato che sostiene un’operazione a guida americana contro l’Isis. In un post su X il ministro dell’Informazione siriano riferisce che “la Siria ha recentemente firmato una dichiarazione di cooperazione politica con la coalizione per sconfiggere l’Isis, confermando il suo ruolo di partner nel combattere il terrorismo e sostenere la stabilità. L’accordo è politico e finora non include nessuna componente militare”. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato, durante il suo incontro con il presidente siriano, Ahmed al-Sharaa, che Washington “vuole vedere la Siria avere successo. Credo che possa farcela. Ha avuto un passato difficile? Tutti noi abbiamo avuto un passato difficile”. Secondo Trump, al-Sharaa “va molto d’accordo con la Turchia, con Erdogan, che è un grande leader. La Siria è una parte importante del Medio Oriente. Stiamo lavorando affinchè Israele vada d’accordo con la Siria, e sta funzionando alla grande. Hamas sta restituendo i corpi, ed è qualcosa che le famiglie vogliono”. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha discusso lunedì a Gerusalemme con l’inviato americano Jared Kushner della seconda fase del cessate il fuoco tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza. “Hanno discusso della prima fase, in cui ci troviamo attualmente, volta a riportare a casa i nostri ostaggi rimasti, nonché del futuro della seconda fase di questo piano, che comprende il disarmo di Hamas, la smilitarizzazione di Gaza e la garanzia che Hamas non avrà mai più alcun ruolo da svolgere nel futuro di Gaza”, ha detto un portavoce. Il ministro della sicurezza interna israeliano Itamar ben Gvir “è un pericoloso fascista ebreo” e “una vergogna per l’ebraismo”: lo ha detto il leader dell’opposizione israeliana, Yair Lapid, commentando l’arresto di uno studente che aveva contestato il ministro. “La polizia lo ha arrestato, ammanettato, sottoposto a perquisizione corporale e portato in cella per interrogarlo. Per quale motivo? Itamar Ben Gvir è un kahanista [seguace delle teorie estremiste di Meir Kahan, che predicava l’espulsione di tutti gli arabi da Israele, ndr], un razzista, un ammiratore di Baruch Goldstein [un colono autore di una strage di palestinesi, ndr], e delle persone sono morte a causa sua. Tutto questo è vero”, ha proseguito. “Partecipa regolarmente alle commemorazioni per Meir Kahane; per anni, una foto di Baruch Goldstein è stata appesa nel suo soggiorno. È un razzista dichiarato, e abbiamo tutti ascoltato le testimonianze di coloro che sono tornati dalla prigionia di Hamas su come sono stati maltrattati a causa del suo comportamento e delle sue dichiarazioni. È un elemento centrale della negligenza che ha portato al disastro del 7 ottobre. Delle persone sono davvero morte a causa sua” ha insistito Lapid, che ha criticato duramente il Primo Ministro Benjamin Netanyahu per aver permesso a Ben Gvir, un “criminale nazionalista condannato per sostegno al terrorismo” e che “è stato pienamente complice dell’istigazione che ha portato all’assassinio di Rabin”, di guidare la polizia israeliana. “Ben Gvir è un disastro nazionale, un disastro internazionale, una vergogna per l’ebraismo, una macchia per il sionismo, un pericoloso fascista ebreo. C’è una cosa che Itamar Ben Gvir non è: non è immune alle critiche”, continua, sostenendo che al ministro “non è né permesso né autorizzato a mettere a tacere le giustificate manifestazioni contro di lui”, ha concluso.

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