Gli shock geopolitici che stanno ridefinendo gli equilibri internazionali, dallo scontro con gli Stati Uniti sulla Groenlandia alle tensioni economiche e strategiche globali, devono diventare per l’Unione Europea un’occasione storica per rafforzare la propria autonomia. È questo il messaggio centrale lanciato dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento al Forum economico mondiale di Davos, dove ha invitato l’Europa a guardare oltre le certezze del passato e ad affrontare senza illusioni una fase di cambiamento che, a suo giudizio, è ormai irreversibile. Secondo von der Leyen, la tentazione di rifugiarsi nella nostalgia del vecchio ordine globale è comprensibile ma pericolosa. «La nostalgia fa parte della storia umana – ha spiegato – ma non riporterà indietro il mondo di prima». Allo stesso modo, ha avvertito la presidente della Commissione, cercare di guadagnare tempo sperando in un ritorno allo status quo non farà altro che aggravare le fragilità strutturali dell’Europa, in particolare le dipendenze economiche, energetiche e strategiche da attori esterni. Da qui l’appello a un cambiamento profondo e duraturo: se la trasformazione del contesto globale è permanente, anche la risposta europea deve esserlo. Nel suo discorso, von der Leyen ha tracciato un parallelo storico significativo, richiamando il 1971, quando gli Stati Uniti decisero di sganciare il dollaro dall’oro. Una scelta che, in un solo istante, fece crollare le fondamenta del sistema di Bretton Woods e dell’ordine economico globale nato nel dopoguerra. Un trauma che però, ha ricordato, produsse anche effetti inattesi e positivi: da un lato contribuì alla nascita di un’economia realmente globale, dall’altro rappresentò un campanello d’allarme per l’Europa, spingendola a riflettere sulla necessità di rafforzare il proprio peso economico e politico e di ridurre la dipendenza da una valuta straniera. «Il mondo di oggi è molto diverso da quello di allora – ha sottolineato la presidente della Commissione – ma la lezione resta sostanzialmente la stessa». Gli shock geopolitici, ha insistito, non vanno subiti passivamente, bensì trasformati in leve di cambiamento. In questa chiave, le tensioni attuali, comprese quelle con Washington su dossier strategici come la Groenlandia, possono diventare il punto di partenza per costruire una nuova Europa più indipendente, capace di difendere i propri interessi e di agire come attore globale autonomo. Da Davos, dunque, arriva un messaggio chiaro: l’Europa si trova davanti a un bivio. Continuare a inseguire un ordine che non esiste più o accettare la sfida di un mondo frammentato e competitivo, investendo su sovranità industriale, sicurezza economica e capacità politica. Per Ursula von der Leyen, la strada da percorrere è una sola, ed è quella del cambiamento strutturale, trasformando le crisi in opportunità per ridefinire il ruolo dell’Unione Europea nello scenario globale.
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