lunedì, Febbraio 23, 2026

Delitto di Fregene: chiesta perizia psichiatrica per Giada Crescenzi

Volto teso, sguardo basso e poche parole sussurrate ai difensori. È comparsa questa mattina nell’aula bunker di San Basilio Giada Crescenzi, imputata per l’omicidio di Stefania Camboni, la 58enne trovata senza vita nella sua abitazione di Fregene lo scorso 16 maggio, colpita con 34 fendenti. L’udienza, la prima del processo, si è aperta in un clima di forte tensione emotiva. In aula presenti i familiari della vittima, costituiti parte civile, e un dispositivo di sicurezza rafforzato, considerata la gravità dei fatti contestati. La Corte ha avviato l’esame delle questioni preliminari, tra cui la richiesta avanzata dalla difesa dell’imputata: una perizia psichiatrica per accertare le condizioni mentali di Crescenzi al momento del delitto. Secondo quanto sostenuto dai legali, la donna si sarebbe trovata in uno stato dissociativo la notte dell’omicidio e non conserverebbe alcun ricordo di quanto accaduto. Una linea difensiva che punta a verificare l’eventuale incapacità di intendere e di volere al momento dei fatti o, quantomeno, una significativa compromissione delle facoltà psichiche. Il pubblico ministero ha chiesto tempo per valutare l’istanza, sottolineando la necessità di esaminare attentamente gli atti d’indagine già raccolti, comprese le risultanze medico-legali e gli accertamenti tecnici eseguiti nell’immediatezza dei fatti. L’omicidio di Stefania Camboni aveva scosso profondamente la comunità di Fregene. Il corpo della donna era stato rinvenuto all’interno della sua abitazione, in una scena descritta dagli investigatori come particolarmente cruenta: 34 coltellate inferte in diverse parti del corpo, segno di un’aggressione violenta e ripetuta. Le indagini, coordinate dalla Procura, avevano portato in tempi rapidi all’iscrizione nel registro degli indagati di Giada Crescenzi, poi arrestata con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Nel corso dell’udienza odierna non si è ancora entrati nel merito della ricostruzione dettagliata dei fatti, che sarà oggetto delle prossime fasi dibattimentali. La Corte dovrà ora pronunciarsi sulla richiesta di perizia psichiatrica, un passaggio che potrebbe incidere in maniera significativa sull’impianto processuale. Il procedimento è appena agli inizi e si preannuncia complesso, tra accertamenti tecnici, testimonianze e consulenze specialistiche. Per l’imputata vige il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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