Un chiarimento immediato sulle misure per la Xylella: lo chiede Confagricoltura Lazio rivolgendosi all’assessore regionale all’Agricoltura. Il tema è la presenza di Xylella fastidiosa sottospecie multiplex nel territorio della Tuscia e della Maremma Laziale che – dice la confederazione – rischia di creare un “clima di forte allarme tra imprese e cittadini” che sarebbe infondato. La causa: “messaggi pubblici che rischiano di sovrapporre situazioni profondamente diverse” e che avrebbero già causato il rinvio di investimenti, la paura degli operatori, tensione nelle filiere produttive e “un danno reputazionale che colpisce indiscriminatamente produzioni di eccellenza del territorio”. C’è anche il rischio che si diffondano “timori del tutto infondati” come la “contaminazione dell’olio”. La Regione Lazio ha aggiornato nel febbraio scorso il piano d’azione regionale contro la Xylella fastidiosa che prevede – oltre che fondi per gli agricoltori – ispezioni sistematiche, controlli alle frontiere e interventi immediati di eradicazione laddove necessario. Confagricoltura chiarisce che “la Xylella fastidiosa non è un concetto unico e indistinto: esistono sottospecie e genotipi con comportamenti, ospiti e impatti differenti”. E la sottospecie multiplex presente nel Lazio “non puo’ essere trattata e comunicata come se fosse automaticamente sovrapponibile ad altri contesti”. Non ci sono casi di morie conclamate e generalizzate. Insomma: “l’adozione di misure drastiche e irreversibili rischia di essere sproporzionata” e di creare più danni che benefici. Confagricoltura chiede l’apertura di un tavolo tecnico istituzionale con l’assessorato e il servizio fitosanitario regionale.






