Clima sempre più teso nella politica di Cerveteri, dove il Consiglio comunale ha eletto Luca Piergentili come nuovo vicepresidente dell’aula. Una nomina che arriva però da un esponente del centrodestra all’interno di un’amministrazione guidata dal centrosinistra, scenario che secondo l’opposizione confermerebbe le profonde divisioni interne alla maggioranza guidata dal sindaco Elena Gubetti. L’elezione ha immediatamente acceso il dibattito politico. Da settimane, infatti, si registrano tensioni all’interno della coalizione di governo, con il Partito Democratico rimasto spesso in posizione defilata e con diversi esponenti che non hanno nascosto malumori e dissensi sulle scelte dell’amministrazione. A rendere ancora più acceso il clima è stato il duro comunicato diffuso dall’opposizione, che ha parlato apertamente di crisi politica. «Quello andato in scena ieri sera – si legge nella nota – è stato il teatro del fallimento politico di una maggioranza ormai lacerata, incapace di decidere, di votare e persino di mantenere il controllo dell’aula. Più che governare, questa amministrazione sembra limitarsi a sopravvivere». I riflettori sono naturalmente puntati proprio sull’elezione del vicepresidente del Consiglio comunale. Secondo i gruppi di minoranza, l’amministrazione si sarebbe trovata in difficoltà nel gestire un passaggio istituzionale ritenuto di routine. «L’amministrazione, minoranza in aula – ironizza l’opposizione – si è dovuta piegare alla volontà dell’opposizione, che su quel passaggio rappresentava la vera maggioranza consiliare, finendo per assecondare l’elezione di Piergentili. A lui vanno i nostri complimenti per l’incarico ricevuto, ma il significato politico dell’episodio resta pesante». Il clima in aula sarebbe stato particolarmente teso anche durante la discussione sul bilancio. Il Consiglio comunale è stato sospeso più volte per oltre due ore nel tentativo di ricomporre le fratture interne alla maggioranza. Tentativi che, secondo quanto riferito dall’opposizione, non avrebbero prodotto alcun risultato concreto. «Ne è scaturita un’immagine desolante – prosegue la nota – con consiglieri concentrati più sugli equilibri interni e sui rapporti di forza che sul merito degli atti». La prova più evidente di questa difficoltà, sempre secondo i gruppi di minoranza, sarebbe arrivata con il mancato voto sul maxi-emendamento relativo al piano triennale. Il documento, presentato dalla maggioranza, non ha infatti raccolto neppure i voti dell’intero schieramento di governo. Una situazione che ha costretto il sindaco Gubetti, a mezzanotte passata, a ritirare il punto dall’ordine del giorno.Per l’opposizione si tratta di un segnale politico inequivocabile: «Una maggioranza che non riesce a votare il proprio impianto politico-amministrativo – si legge nel comunicato – è una maggioranza che, nella sostanza, non esiste più. Resta in piedi come un involucro vuoto, un’alleanza di convenienza tenuta insieme soltanto dalla paura di assumersi la responsabilità di chiudere una stagione fallimentare». La situazione appare dunque sempre più delicata per l’amministrazione comunale. Con le prossime elezioni amministrative previste soltanto nel 2027, il rischio paventato da più parti è quello di una lunga fase di paralisi politica, in cui i contrasti interni alla maggioranza potrebbero continuare a pesare sull’attività amministrativa e sulla gestione della città.






