Il settore agricolo del Lazio sta vivendo una trasformazione profonda, con dinamiche che raccontano un comparto in evoluzione tra riduzione del numero delle imprese e crescita dell’occupazione. A delineare questo scenario sono i dati elaborati da Confeuro, la Confederazione degli agricoltori europei, su base INPS e ISMEA, che offrono uno spaccato significativo delle nuove tendenze del mercato del lavoro agricolo nella regione. Negli ultimi sette anni il numero delle aziende agricole laziali ha registrato una flessione: circa 250 imprese in meno, un dato che conferma il processo di concentrazione già in corso nel settore. Parallelamente, però, si assiste a una crescita dell’occupazione dipendente. Le ultime rilevazioni indicano infatti oltre tremila lavoratori in più, con un incremento del 7,6%, una percentuale nettamente superiore alla media nazionale che si ferma al 2,4%. Si tratta di un segnale chiaro di cambiamento nel modello produttivo agricolo. Le aziende tendono a diventare più strutturate e organizzate, con una maggiore presenza di lavoratori dipendenti e con una diversificazione crescente delle professionalità richieste. In questo contesto, un ruolo importante è svolto dalle nuove generazioni. A sostenere l’aumento dell’occupazione sono infatti soprattutto gli under 40, che mostrano un rinnovato interesse verso il comparto agricolo, pur con modalità diverse rispetto al passato. L’ingresso dei giovani avviene sempre più spesso in contesti aziendali organizzati, dove l’agricoltura si intreccia con innovazione, servizi e nuove filiere produttive. Diverso, invece, il quadro che emerge sul fronte del lavoro autonomo, dove persistono alcune criticità. In particolare, le attività unipersonali evidenziano una significativa disparità di genere: gli uomini superano le donne di oltre cinquemila unità, un divario che continua a segnare la partecipazione femminile nel settore. Non solo. Negli ultimi anni si registra anche una diminuzione dell’attrattività dell’imprenditoria agricola, soprattutto tra i giovani. Le aziende guidate da imprenditori under 40 sono infatti scese sotto la soglia delle tremila unità, con una contrazione del 18,2% negli ultimi cinque anni. Un dato che, secondo gli analisti, evidenzia come il rischio imprenditoriale e le difficoltà strutturali del settore continuino a rappresentare un ostacolo per chi vorrebbe avviare una propria attività agricola. Secondo il presidente di Confeuro, Andrea Michele Tiso, il quadro che emerge dai dati conferma una trasformazione strutturale dell’agricoltura laziale, sempre meno legata al modello tradizionale dell’impresa familiare e sempre più orientata verso forme organizzative complesse. Un cambiamento che ridefinisce il ruolo del lavoro nel settore e che potrebbe influenzare in maniera significativa il futuro dell’agricoltura regionale.






