È partita la caccia alle tartarughe “aliene” che stanno minacciando l’equilibrio naturale della Palude di Torre Flavia, l’area protetta costiera tra Ladispoli e Cerveteri. In appena una settimana sono già stati catturati quattro esemplari di tartaruga azzannatrice, una specie particolarmente aggressiva e potenzialmente pericolosa, ma il problema riguarda un numero molto più ampio di rettili non autoctoni che popolano ormai stabilmente la palude. Gli esperti parlano di una vera e propria invasione provocata, nella maggior parte dei casi, dall’uomo. Molte di queste tartarughe, infatti, arrivano da allevamenti domestici: acquistate come animali da compagnia e poi abbandonate quando diventano troppo grandi o difficili da gestire. Una scelta che oggi rischia di compromettere seriamente l’ecosistema di uno dei siti naturalistici più importanti del litorale laziale. «Interverremo subito con un piano mirato, non si può più rimandare», spiega Corrado Battisti, responsabile dell’oasi per la Città Metropolitana di Roma Capitale. «L’obiettivo è catturare almeno un centinaio di esemplari nel più breve tempo possibile». Le operazioni non riguarderanno soltanto le temute Tartaruga azzannatrice, note per la forza del morso, ma anche altre specie invasive molto diffuse negli ambienti umidi italiani, come le Tartaruga dalle orecchie rosse e le Tartaruga dalle orecchie gialle. Questi rettili, originari del continente americano, competono con le specie locali per il cibo e gli spazi, alterando l’equilibrio dell’habitat e mettendo a rischio la sopravvivenza della fauna autoctona. La Palude di Torre Flavia, riconosciuta come monumento naturale e zona umida di grande valore ambientale, ospita numerose specie di uccelli migratori, anfibi e piccoli vertebrati. La presenza massiccia di tartarughe invasive può però avere effetti a catena sull’intero ecosistema, predando uova, piccoli animali e sottraendo risorse alle specie locali. Per questo il piano di cattura sarà rapido e mirato, con trappole specifiche e monitoraggi continui nelle zone più frequentate dai rettili. L’obiettivo è ridurre in modo significativo la presenza delle specie invasive e restituire equilibrio a un ambiente fragile e prezioso. Nel frattempo gli esperti lanciano anche un appello ai cittadini: non abbandonare animali esotici in natura. Un gesto che può sembrare innocuo ma che, come dimostra il caso di Torre Flavia, rischia di trasformarsi in un serio problema ambientale.
Invasione di tartarughe “aliene” a Torre Flavia: scatta il piano di cattura per salvare l’oasi






