sabato, Maggio 16, 2026

Trump: “Sto seriamente valutando IL ritiro dalla Nato”. E attacca l’Europa sul conflitto con l’Iran

Donald Trump scuote la Nato, dichiarando di valutare seriamente il ritiro degli Stati Uniti dall’Allenaza Atlantica e criticando il mancato sostegno europeo nella crisi con l’Iran e le tensioni legate allo Stretto di Hormuz. Rispondendo a una domanda del Telegraph sulla possibilità di riconsiderare l’adesione alla Nato dopo il conflitto, il presidente degli Stati Uniti ha chiosato: “Direi che è ben oltre una semplice rivalutazione”. Quindi ha aggiunto: “Non sono mai stato convinto dalla Nato. Ho sempre saputo che era una tigre di carta, e lo sa anche Putin, tra l’altro. “Noi siamo – ricorda – sempre stati presenti automaticamente, anche per l’Ucraina. L’Ucraina non era un nostro problema. Era un test, e noi eravamo lì per loro, e lo saremmo sempre stati. Loro non sono stati lì per noi”. Trump, ha poi nuovamente rimproverato il premier britannico, Keir Starmer, per essersi rifiutato di contribuire alla guerra contro l’Iran. “Non avete nemmeno una marina militare – ha detto – Siete troppo vecchi e avete portaerei che non funzionano”. Alla domanda se Starmer dovrebbe aumentare la spesa per la difesa, il presidente ha precisato di non avere “intenzione di dirgli cosa fare. Può fare quello che vuole, non importa”. “Tutto ciò che vuole Starmer sono costosi mulini a vento che stanno facendo schizzare alle stelle i prezzi dell’energia”, ha concluso. La Nato è “l’alleanza militare più efficace che il mondo abbia mai conosciuto”, ha replicato Starmer. La Nato “ci garantisce la sicurezza da decenni e siamo pienamente impegnati” nell’Alleanza, ha dichiarato il leader laburista in una conferenza stampa a Downing Street. “Qualunque sia la pressione su di me e sugli altri, qualunque sia il clamore, agirò nell’interesse nazionale britannico in tutte le decisioni che prenderò, ed è per questo che sono stato assolutamente chiaro sul fatto che questa non è la nostra guerra, o che non ci faremo trascinare in essa”, ha poi aggiunto Starmer. “Ma sono altrettanto chiaro sul fatto che, quando si tratta di difesa, sicurezza e del nostro futuro economico, dobbiamo avere legami più stretti con l’Europa”. Il Regno Unito – ha infine chiarito il capo del governo di Londra – “farà di più in termini di allineamento” con l’Unione Europea. A poco più di un mese dall’inizio della guerra di Usa e Israele all’Iran la strada della pace sembra ancora molto incerta. Teheran sostiene di avere “la volontà necessaria di porre fine al conflitto”, come assicurato dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un colloquio telefonico con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, ma chiede “garanzie” soprattutto “per impedire il ripetersi dell’aggressione”. Mentre il ministro degli Esteri Araghchi pur confermando di avere “ricevuto messaggi direttamente da Witkoff” nega che ci siano “negoziati” con gli Stati Uniti. Di negoziati che starebbero “procedendo bene” continua invece a parlare Donald Trump che però non sembra ancora del tutto intenzionato a chiudere il conflitto. “Non dobbiamo rimaere ancora molto – ha affermato in un’intervista con il New York Post cercando di rassicurare quella parte di americani che vede nell’iniziativa Usa il rischio di un nuovo pantano – ma abbiamo ancora del lavoro da fare per uccidere la loro offensiva, qualsiasi capacità offensiva gli sia rimasta”. Quanto al nodo energetico che si è venuto a creare con la chiusura dello stretto di Hormuz, Trump appare combattuto tra la convinzione che presto anche quel problema sarà risolto a suon di bombe (“penso che si riaprirà automaticamente, ho obliterato il Paese, non hanno nessuna forza rimasta”) e l’ipotesi di una ritirata comunque vadano le cose, lasciando la patata bollente in mano a quei Paesi “parassiti” spesso presi di mira (“lasciamo che vadano a riaprirlo quelli che usano lo stretto”). Da Israele il premier Benjamin Netanyahu non arretra e non lascia margini di trattativa né sembra avere alcuna intenzione di fornire quelle garanzie affinché il conflitto non si ripeta richieste dall’Iran. “La campagna non è finita, avverte mostrandosi determinato a proseguire la guerra e “a schiacciare il regime terroristico” di Teheran. “Rafforzeremo le zone di sicurezza intorno a noi e raggiungeremo i nostri obiettivi”.

 

Articoli correlati

Ultimi articoli