Un nuovo soggetto istituzionale capace di unire storia, identità e prospettive di sviluppo culturale. È questa l’idea che sta prendendo forma tra Cerveteri e Tarquinia, dove è in corso un’interlocuzione per valutare la fusione dei due comuni e la nascita di una nuova realtà amministrativa che potrebbe chiamarsi “Etruschia”. L’iniziativa prende slancio dalla candidatura di Tarquinia a Città della Cultura 2028, promossa insieme ad altre realtà del territorio. Da questa prospettiva è maturata l’idea di rafforzare il legame tra due città che condividono un patrimonio storico e archeologico di valore internazionale, entrambe riconosciute dall’UNESCO per le loro celebri necropoli etrusche. Il progetto guarda simbolicamente alle radici più profonde della civiltà etrusca, richiamando l’antica Dodecapoli Etrusca, la federazione di città che costituiva il cuore politico e culturale del popolo dei Rasna. L’obiettivo è recuperare quello spirito di cooperazione e valorizzazione condivisa del territorio, adattandolo alle esigenze amministrative e culturali contemporanee. Le due amministrazioni stanno avviando un confronto per definire modalità e struttura del nuovo ente, che dovrebbe mantenere una forte identità territoriale pur sotto un’unica governance. Un primo segnale simbolico del percorso è già stato individuato nella scelta del gonfalone del futuro ente. Il vessillo unirebbe elementi rappresentativi delle due città: il rosso di Tarquinia e il verde di Cerveteri, insieme a simboli iconici del patrimonio etrusco locale come le tombe a tumulo e i celebri Cavalli Alati. Tra le ipotesi al vaglio anche una distinzione territoriale interna, con la possibile denominazione Etruschia Nord ed Etruschia Sud, per identificare le due aree che continuerebbero a mantenere la propria identità storica pur all’interno del nuovo soggetto amministrativo.Le due città, separate da alcune decine di chilometri e dai territori di Civitavecchia e Santa Marinella, sono tuttavia già fortemente collegate da infrastrutture strategiche come la Via Aurelia, l’autostrada tirrenica e la linea ferroviaria. A rafforzare la visione di un territorio unitario c’è anche la gestione dei siti archeologici: i parchi che custodiscono le celebri necropoli etrusche delle due città fanno infatti capo a una direzione unica, elemento che facilita la costruzione di progetti culturali integrati e strategie di valorizzazione turistica coordinate. L’idea di “Etruschia”, ancora nelle fasi iniziali di confronto istituzionale, potrebbe rappresentare un esperimento amministrativo e culturale capace di valorizzare in modo ancora più efficace uno dei territori più ricchi di storia dell’Italia centrale.






