L’Ucraina sta lavorando con diversi Paesi europei per sviluppare un proprio sistema di missili antibalistici, fissando un orizzonte di un anno per rendere operativo il progetto e ridurre così la dipendenza dagli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Zelensky. “Stiamo parlando con vari Paesi europei e lavoriamo in questa direzione”, ha detto Zelensky in un’intervista alla televisione ucraina, aggiungendo: “Abbiamo bisogno di costruire il nostro sistema di missili antibalistici entro un anno”. Il presidente ha spiegato di aver discusso la questione con i leader europei incontrati durante la sua recente tournée nel continente, che lo ha portato in Germania, Norvegia, Italia e Paesi Bassi. Kiev continua tuttavia ad aver bisogno dei sistemi missilistici statunitensi mim-104 Patriot e delle relative munizioni per intercettare i missili balistici russi. Secondo Zelensky, il conflitto tra Iran e Stati Uniti rischia di aggravare la carenza di questi sistemi per l’esercito ucraino, a causa dell’aumento della domanda di Patriot in Medio Oriente e nel Golfo. Il presidente ucraino ha più volte espresso il timore che il protrarsi delle tensioni in quella regione possa ridurre le forniture di sistemi Patriot a Kiev, attualmente garantite dagli Stati Uniti e finanziate in larga parte dai partner europei. Gli ambasciatori degli stati Ue dovrebbero votare mercoledì per dare il via libera al prestito da 90 miliardi per l’Ucraina, dopo che il primo ministro ungherese Viktor Orban ha segnalato la possibilità di rimuovere il veto di Budapest alla ripresa delle forniture di petrolio verso l’Ungheria, che dovrebbe arrivare oggi. “Alla luce dei recenti sviluppi, la presidenza del Consiglio Ue ha inserito all’ordine del giorno della riunione del comitato dei rappresentanti permanenti di mercoledì 22 aprile la modifica del regolamento sul bilancio pluriennale, ultimo elemento necessario per consentire l’erogazione del prestito di 90 miliardi di euro all’Ucraina”, afferma un portavoce della presidenza cipriota dell’Ue. “Una volta approvato dal Coreper, verrebbe avviata una procedura scritta per la sua adozione finale”, si aggiunge. Viktor Orban apre al via libera al prestito Ue da 90 miliardi di euro all’Ucraina, uno degli ultimi atti del suo governo. In una lettera indirizzata al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, il premier uscente ribadisce la linea già anticipata nel fine settimana: Budapest ritirerà il veto al prestito non appena i flussi di petrolio russo attraverso l’oleodotto Druzhba riprenderanno. “Ho ricevuto indicazioni dal vostro ufficio secondo cui l’Ucraina è pronta a ripristinare il transito di petrolio attraverso il Druzhba qualora l’Ungheria acconsenta alla modifica del regolamento” del bilancio comune “che consenta l’attuazione della cooperazione rafforzata” per il prestito, ha scritto Orban nella missiva, evidenziando di essere stato informato che Kiev sarebbe pronta a far ripartire l’oleodotto “già dal 20 aprile”. Qualora questo accada, il leader ungherese conferma che il suo governo è disposto ad approvare “senza indugio” l’emendamento al bilancio comune. L’esercito ucraino ha colpito la raffineria di petrolio russa di Tuapse con un secondo attacco in meno di una settimana, ha dichiarato lunedì su Telegram Robert Brovdi, comandante delle forze droni di Kiev. Funzionari russi hanno affermato che un attacco con droni ucraini contro il porto russo di Tuapse sul Mar Nero ha provocato un incendio e causato la morte di almeno una persona, solo poche ore dopo che era stato domato un incendio seguito a un attacco simile avvenuto il 16 aprile. La raffineria di Tuapse della Rosneft, orientata all’esportazione, ha una capacità di lavorazione di circa 240.000 barili di petrolio greggio al giorno e fornisce prodotti quali nafta, olio combustibile e gasolio. Sergei ‘Flash’ Beskrestnov, consigliere del ministro della Difesa dell’Ucraina, ha affermato che i russi hanno tentato di ucciderlo con un drone. Come riporta Ukrinform, l’annuncio è stato dato su Facebook. “Stanotte i russi hanno cercato di uccidermi. Un missile guidato Shahed si è schiantato contro il muro di casa mia. Non ho più una casa. Sono rimasto ferito, ma la cosa più importante è che sono miracolosamente vivo. Ero moralmente preparato a un simile sviluppo degli eventi e questo non mi fermerà”, ha sottolineato Beskrestnov. Ha anche pubblicato una sua foto scattata in ospedale. Come riportato da Ukrinform, secondo Beskrestnov le truppe russe avrebbero iniziato a utilizzare missili guidati ‘Shaheed’ per distruggere i gruppi di fuoco mobili ucraini durante le operazioni contro gli obiettivi aerei. L’Ucraina prevede che le operazioni dell’oleodotto Druzhba, che trasporta petrolio russo verso Ungheria e Slovacchia, riprendano oggi, martedì 21 aprile. Ciò aprirà la strada all’erogazione da parte dell’Unione Europea del prestito di 90 miliardi di euro a Kiev. Il premier (uscente) ungherese Viktor Orban ha dichiarato che Kiev avrebbe acconsentito alla riapertura dell’oleodotto, a condizione che l’Ungheria revocasse il veto sul prestito Ue all’Ucraina. Ha aggiunto che l’Ungheria non era disposta a farlo finché non fosse ripreso il transito del petrolio. L’Ucraina ha interrotto il transito di petrolio russo attraverso il suo tratto dell’oleodotto Druzhba il 27 gennaio, adducendo danni all’oleodotto stesso. Ungheria e Slovacchia hanno accusato il governo di Kiev di aver chiuso i rubinetti per ricatto politico.






