mercoledì, Aprile 22, 2026

Dl sicurezza, Camera boccia pregiudiziali di incostituzionalità. Opposizioni occupano banchi Governo

Un decreto legge ad hoc per abrogare la norma che introduce un incentivo per gli avvocati che seguono una pratica di rimpatrio volontario. Sarebbe questa, secondo quanto si apprende da diverse fonti, la soluzione individuata dal governo per superare l’impasse sul decreto sicurezza e i rilievi del Colle. Il provvedimento sulla sicurezza è stato quindi approvato così com’è dalla Camera e sarà subito corretto con il nuovo decreto legge, che dovrebbe andare in Gazzetta insieme alla legge approvata da Montecitorio. Il nuovo cambio di scenario sul decreto dopo che la maggioranza aveva aperto all’ipotesi di presentare un emendamento correttivo della norma che prevedeva un incentivo da 615 euro per gli avvocati nel caso in cui i loro assistiti avessero scelto di tornare nei rispettivi Paesi d’origine, in vista del possibile alt dal Quirinale, i relatori avevano ieri annunciato che non ci saranno proposte di modifica al testo e il decreto “si approverà così com’è”. Scelta confermata dal sottosegretario all’Interno Nicola Molteni che ha escluso l’arrivo di emendamenti correttivi. Quanto ai rilievi sollevati dal Colle, veniva ieri spiegato da fonti di maggioranza, “si troverà una soluzione”. E la soluzione è la seguente: la modifica al decreto Sicurezza allo studio del governo “elimina il riferimento alla rappresentanza legale, estende il contributo ad altri rappresentanti, come mediatori e associazioni, e lo riconosce a prescindere dall’esito del procedimento”. Matilde Siracusano, sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento, lo dice ai cronisti a Montecitorio al termine della Conferenza dei Capigruppo della Camera. A chi le chiede quando il provvedimento arriverà in Cdm, Siracusano risponde: “Ci si inizierà a lavorare da domani. Noi garantiamo alla contemporaneità, anche perché non potremmo approvarlo prima della conversione in legge di questo decreto e il voto finale dovrebbe arrivare venerdì”. Il governo porrà la fiducia al decreto sicurezza in discussione nell’aula della Camera. Dalle16 di domani è previsto il via alle dichiarazioni di voto e, a seguire, il voto sulla fiducia e l’esame dei 145 ordini del giorno. È quanto emerso dalla riunione dei capigruppo. Per domani è confermato alle 15 il question time.
Dura ieri la protesta delle opposizioni, mentre sono ripresi i lavori in commissione. Protesta culminata oggi con l'”occupazione” dei banchi del Governo da parte delle opposizioni. Dopo il voto contrario dell’Assemblea sulle questioni pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle minoranze, la situazione è degenerata in una protesta aperta. I deputati delle opposizioni hanno occupato l’emiciclo e i banchi del Governo, rendendo impossibile il proseguimento dei lavori. Il vicepresidente di turno, Fabio Rampelli, nel tentativo di ripristinare l’ordine, ha rivolto ripetuti richiami formali ai parlamentari affinché rientrassero nei propri ranghi, arrivando a decretare l’espulsione immediata del deputato del PD, Arturo Scotto. La seduta è stata sospesa dalle 15 per la convocazione dei capigruppo ed è poi ripresa attorno alle 16.30. “Il governo e la maggioranza stanno andando deliberatamente allo scontro con il Colle. Si tratta di un fatto molto grave: siamo davanti a una fibrillazione istituzionale senza precedenti”. Lo ha detto la capogruppo dem Chiara Braga, aggiungendo che “le dichiarazioni del sottosegretario Molteni e dei Presidenti della Commissione Affari Costituzionali e della giustizia della Camera, che hanno annunciato l’assenza di emendamenti, confermano un atteggiamento inaccettabile forzando l’esame parlamentare e adesso anche i rapporti con il Quirinale”. “Governo e maggioranza stanno tentando, in modo evidente, di arrampicarsi sugli specchi sostenendo che non vi fosse alcuna volontà di intervenire sulla norma, quando i fatti dimostrano il contrario, a partire dall’incontro di oggi tra il Presidente della Repubblica e il sottosegretario Mantovano. Il Partito Democratico denuncia con forza questa deriva e chiede il ripristino immediato di un corretto e trasparente iter parlamentare. Non si può procedere prendendo in giro le opposizioni e ignorando le regole e il confronto”. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi intervenendo nell’Aula della Camera sul Dl sicurezza ha affermato: “Ci sono state molte discussioni sul tema dei rimpatri volontari assistiti e io tengo a precisare davanti a questa assemblea parlamentare che tale istituto non rappresenta certo un’ invenzione di questo governo. Sono previsti nel nostro ordinamento da oltre 10 anni in attuazione di norme europee e nazionali”. “Tuttavia – ha aggiunto il ministro – abbiamo preso atto di alcune sensibilità che sono espresse su un punto specifico della norma e ci predisponiamo ad una sua correzione”.

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