Cole Tomas Allen, l’attentatore della cena di gala dei corrispondenti della Casa Bianca, è stato apparso di fronte al tribunale federale ed è stato accusato formalmente del tentativo di assassinare il presidente Donald Trump. E a poche ore dall’attacco, il numero uno della Casa Bianca ha ripercorso quanto accaduto in un’intervista a “60 Minutes” della CBS News, la prima dopo quanto accaduto. Trump ha inserito l’attacco in un contesto più ampio, parlando di un “mondo pazzo” in cui episodi di violenza fanno parte della realtà. “Non ero preoccupato. Conosco la vita. Viviamo in un mondo di pazzi”, ha detto. Nel complesso, sono per ora tre i capi d’accusa per Allen: oltre a quello del tentato assassinio del presidente, figurano poi il trasporto di arma da fuoco e munizioni con l’intento di commettere un reato grave e l’aver esploso colpi d’arma da fuoco nel corso di un crimine violento. Per il primo capo, la pena massima è l’ergastolo, per il secondo è previsto un massimo di 10 anni (è relativo al trasporto di arma da fuoco/munizioni nel commercio interstatale, avendo viaggiato in treno dalla California fino a Washington con il suo arsenale). Per l’esplosione di colpi d’arma da fuoco durante un crimine violento, infine, la pena minima è di 10 anni di carcere, da scontare in via consecutiva rispetto alle altre pene. Tuttavia la procuratrice distrettuale di Washington, Janine Pirro, ha preannunciato che saranno formulati ulteriori capi d’accusa: “Ci saranno ulteriori accuse man mano che le indagini proseguiranno – ha osservato Pirro durante una conferenza stampa – Ma sia chiaro: si è trattato di un tentato assassinio del presidente degli Stati Uniti, con l’imputato che ha reso palese la sua intenzione; e tale intenzione era quella di eliminare il maggior numero possibile di alti funzionari del Gabinetto”. In giornata Trump, nell’intervista a “60 Minutes”, ha spiegato di aver inizialmente sottovalutato quanto stava accadendo, pensando che il rumore proveniente dalla sala fosse dovuto a un incidente banale. “All’inizio ho pensato fosse caduto un vassoio”, ha detto, aggiungendo che solo in un secondo momento si è reso conto che si trattava di spari e che la situazione era “un problema serio, di un tipo diverso rispetto al solito rumore da sala da ballo”. Nel racconto dei momenti più concitati, il presidente ha ammesso di aver inizialmente rallentato l’azione degli agenti: “Volevo vedere cosa stava succedendo e non stavo rendendo le cose facili per loro”. Solo dopo aver compreso la gravità della situazione si è adeguato alle indicazioni della sicurezza. “Stavo uscendo, ero in piedi, poi mi hanno detto di mettermi a terra. Allora mi sono buttato a terra, e anche la first lady”, ha raccontato. Trump ha descritto l’evacuazione come rapida ma caotica, sottolineando comunque la professionalità degli agenti: “Appena lo hanno visto, hanno estratto le armi e lo hanno neutralizzato immediatamente”. Ha aggiunto che l’uomo armato si muoveva con grande velocità, riuscendo a superare i controlli prima di essere fermato. “Dovrebbe essere ingaggiato dalla Nfl..”, ha ironizzato. Nel corso dell’intervista, il presidente ha parlato di nuovo dell’autore dell’attacco, definendolo “piuttosto incompetente” e “una persona malata” facendo riferimento al manifesto che avrebbe scritto. “L’ho letto. Si è radicalizzato. Era un credente cristiano, poi è diventato anticristiano e ha avuto molti cambiamenti. Da quanto ha scritto, stava attraversando un periodo difficile”, ha detto, aggiungendo che anche la famiglia dell’uomo era preoccupata per il suo comportamento. Trump ha quindi collegato l’episodio al clima politico e alle proteste anti-governative, citando il movimento “No Kings”: “Il motivo per cui esistono persone così è che ci sono movimenti come ‘No Kings’. Io non sono un re. Se lo fossi, non starei qui a parlare con voi”. Non è mancato uno scontro diretto con la giornalista Norah O’Donnell, accusata di aver letto in trasmissione un passaggio del manifesto contenente accuse nei suoi confronti. “Stavo aspettando che lo leggesse, perché sapevo che lo avrebbe fatto: siete persone terribili”, ha detto Trump, respingendo le affermazioni: “Non sono un pedofilo. Non ho violentato nessuno. Sono stato completamente scagionato”. Alla replica della giornalista, che ha ricordato come si trattasse delle parole dell’attentatore, il presidente ha insistito: “Non dovrebbe leggerle. È una vergogna. Ma vada avanti, finiamo l’intervista”. Trump ha inoltre ribadito le sue critiche ai media, sostenendo che “per la maggior parte sono molto liberali” e accusandoli di avere posizioni divergenti rispetto alle sue soprattutto sul tema della criminalità. Infine, il presidente ha difeso la scelta di partecipare alla cena dei corrispondenti e ha invitato a ripetere l’evento entro 30 giorni, con misure di sicurezza rafforzate. “Non voglio che una persona fuori di testa possa cancellare qualcosa del genere”, ha detto, sottolineando che organizzare eventi di questo tipo resta importante anche dopo un episodio così violento. Nel pomeriggio la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha detto che Trump sprime la sua gratitudine al Secret Service per il “coraggio, la professionalità e il senso del dovere”. Le “differenze devono essere pacifiche. Dobbiamo manifestare e votare, è che così che risolviamo le divergenze, non con le pallottole”, ha aggiunto, sottolineando che la “violenza politica deriva dalla demonizzazione” del presidente e dei suoi sostenitori. “Il culto dell’odio della sinistra contro il presidente, e tutti coloro che lo sostengono e lavorano per lui, ha fatto molti morti e feriti, e ha rischiato di colpire ancora questo fine settimana”, ha aggiunto Leavitt. Intanto Melania e Donald Trump sono tornati a chiedere alla Abc di “cancellare” Jimmy Kimmel: “Va licenziato su due piedi”, ha detto il presidente degli Stati Uniti. Giovedì Kimmel aveva elogiato lo “splendore” di Melania “vedova in attesa” usando il termine che si usa di solito per le donne incinte e ipotizzato poi che la First Lady avrebbe trascorso il compleanno il 26 aprile “guardando fuori dalla finestra e sussurrando: che cosa ho fatto?”. Poi facendo riferimento alla distanza apparente nella coppia presidenziale ma anche al giallo su chi ha presentato per la prima volta i due coniugi (Jeffrey Epstein? Paolo Zampolli?), Kimmel aveva aggiunto: “Comunque, Melania questo è Donald. Donald lei è Melania”. Parole pronunciate quindi tre giorni prima degli spari alla cena di gala, ma che hanno comunque suscitato la reazione della first lady: “La sua retorica di odio e violenta punta a dividere il Paese. A gente come Kimmel non dovrebbe essere concessa l’opportunità di entrare nelle nostre case ogni sera e diffondere odio”, ha scritto su X. “Quando è troppo, è troppo. È il momento che Abc reagisca. Quante volte i vertici di Abc tollereranno l’atroce comportamento di Kimmel a discapito della nostra comunità”.







