giovedì, Aprile 30, 2026

Tivoli, scoperta una basilica romana nel Santuario di Ercole Vincitore

Una scoperta di grande rilievo riporta sotto i riflettori il patrimonio archeologico di Tivoli. Nel corso delle recenti indagini nel Santuario di Ercole Vincitore, gli archeologi hanno identificato con certezza una basilica di epoca augustea, citata anche nelle fonti antiche. Il ritrovamento è avvenuto nell’ambito delle ricerche promosse dall’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, con il sostegno del Ministero della Cultura e la collaborazione della Sapienza Università di Roma. Gli studiosi hanno portato alla luce un frammento di architrave in travertino con un’iscrizione monumentale parzialmente leggibile, databile tra la fine del I secolo a.C. e l’inizio del I secolo d.C., durante il regno di Augusto. Proprio l’iscrizione ha fornito la prova decisiva: l’edificio individuato oltre trent’anni fa alle spalle del tempio era effettivamente una basilica, uno spazio pubblico destinato ad attività amministrative e giudiziarie. Un dato che trova riscontro nelle parole dello storico Svetonio, che nelle sue opere racconta come Augusto amministrasse la giustizia proprio a Tivoli, nei pressi del santuario.Secondo il Ministero della Cultura, la scoperta consente di chiarire in modo definitivo la funzione di uno degli ambienti più significativi del complesso, offrendo al tempo  stesso una conferma concreta delle fonti storiche. Un elemento che arricchisce la comprensione dell’organizzazione e del ruolo del santuario in età romana. Gli scavi hanno restituito anche un contesto eccezionalmente conservato. A circa tre metri di profondità sono emersi livelli di crollo attribuibili probabilmente a un terremoto avvenuto in epoca tardoantica. Questi strati, rimasti sigillati per secoli, hanno conservato numerosi reperti: ceramiche, elementi architettonici, iscrizioni marmoree, oggetti in metallo e frammenti di decorazioni pittoriche. Tra i ritrovamenti più significativi figurano un anello in bronzo inciso e pitture riconducibili agli stili pompeiani, che indicano come l’edificio fosse riccamente decorato già nella prima età imperiale. Sono emersi inoltre bolli laterizi con i nomi di antichi produttori e lastre decorative in terracotta raffiguranti scene mitologiche, tra cui la contesa tra Apollo ed Eracle. I materiali rinvenuti negli strati successivi testimoniano anche una continuità di frequentazione tra il V e il VI secolo d.C., suggerendo un possibile riutilizzo dell’area in funzione difensiva durante le guerre greco-gotiche. L’edificio, già individuato nel 1992 ma mai scavato, presenta dimensioni superiori agli 800 metri quadrati e una struttura articolata con più ingressi e spazi coperti. Il nuovo ritrovamento consente ora di definirne con certezza l’identità, restituendo pieno significato a uno degli ambienti centrali del santuario. Le indagini proseguiranno nei prossimi mesi, con l’obiettivo di approfondire la conoscenza della struttura e del suo utilizzo nel corso dei secoli.

 

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