Tirati fuori a forza dalla propria casa. Legati e buttati in una cantina dove per ore sono stati picchiati e minacciati. È capitato a Ponte lungo a due cittadini di origine tunisina. Chi li teneva prigionieri ha telefonato a un terzo familiare chiedendo la consegna di 4.000 euro per il loro rilascio. In preda al terrore l’uomo ha raggiunto il VI Distretto Casilino per denunciare l’accaduto in diretta, proprio mentre i rapitori lo incalzavano con telefonate continue e minacce di uccidere i suoi cari. Proprio quelle telefonate sono state ascoltate in viva voce dagli agenti che hanno seguito l’uomo all’appuntamento per lo scambio. Con i poliziotti appostati pronti a intervenire l’uomo si è trovato catapultato in una situazione da film: in due, con fare guardingo, si sono avvicinati e hanno iniziato parlare. Poco lontano altri due complici, un uomo e una donna, a tenere d’occhio la zona. Quando il quadro è apparso chiaro agli occhi degli investigatori, è scattato il blitz con la successiva messa in sicurezza dei banditi. Durante le fasi concitate, la donna, nel tentativo di dimenarsi, ha provato ad impugnare una pistola, nascosta dalla cintura e pronta a far fuoco. Aveva il numero di matricola abraso. Una volta messo alle strette, il “veterano” della banda ha ceduto, indicando la “cantina dell’orrore” dove era tenuta in ostaggio la vittima: una stanza angusta, fredda e buia, chiusa con un lucchetto. All’interno sono stati trovati due giovani tunisini, in evidente stato di shock e provati da ore di violenze e minacce. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le vittime erano state prelevate con la forza da un’abitazione nella zona di Ponte Lungo, sotto la minaccia di una pistola e di un coltello, per poi essere caricate su un’auto e portate nella cantina. Qui, sarebbero state picchiate e intimidite mentre i sequestratori pretendevano denaro, accusandole di un presunto furto.
Al termine dell’operazione, per i quattro sono scattate le manette. La donna dovrà rispondere anche del reato di porto di arma clandestina. Tutti gli arresti sono stati successivamente convalidati dall’Autorità Giudiziaria.
Rapiti e torturati per 4.000 euro di riscatto: la polizia scopre la cantina dell’orrore a Ponte Lungo







