martedì, Maggio 12, 2026

Derby, decide la Lega: resta in piedi l’ipotesi delle 12.30 del 17 maggio

Tutto si deciderà stamattina nella sede della Lega Serie A di via Rossellini, a Milano. Sarà lì che verrà presa la decisione definitiva sul giorno e sull’orario di Roma-Lazio, il derby che continua a dividere istituzioni, tifosi e vertici del calcio italiano. L’ipotesi avanzata dal questore di Roma Roberto Massucci, disputare la partita di lunedì, appare ormai in forte calo. Una soluzione feriale che, nella memoria romanista, richiama uno striscione diventato quasi cult nel 2001. Non era un derby ma Fiorentina-Roma: i tifosi giallorossi ironizzarono sul posticipo esponendo al Franchi la frase «Semo tutti parrucchieri», riferimento al giorno di chiusura dei saloni. I precedenti di un derby giocato di lunedì, però, esistono. L’8 aprile 2013 finì 1-1 con i gol di Hernanes e Totti. Il 25 maggio 2015 vinse la Roma 2-1 con Iturbe e Yanga-Mbiwa: in quel caso il posticipo servì a garantire alla Lazio un giorno in più di recupero dopo la finale di Coppa Italia. Oggi, però, il quadro è molto più complesso. Perché la questione non riguarda soltanto l’Olimpico e la contemporaneità con la finale maschile degli Internazionali d’Italia al Foro Italico. Il nodo principale è il calendario dell’intera 37esima giornata di Serie A. L’orientamento della Lega, infatti, sarebbe quello di lasciare il derby a domenica 17 maggio anticipandolo alle 12.30, lo stesso orario scelto per l’andata. Una fascia considerata compatibile con le indicazioni del Viminale dopo gli incidenti della scorsa stagione: per motivi di ordine pubblico il derby di Roma non dovrebbe giocarsi in orario serale. Spostare Roma-Lazio a lunedì aprirebbe invece un effetto domino. Nelle ultime due giornate di campionato la Lega applica il principio della contemporaneità: le squadre impegnate nella corsa agli stessi obiettivi devono giocare nello stesso momento. La Roma è pienamente coinvolta nella lotta Champions e questo obbligherebbe a riprogrammare anche altre partite decisive. Nel possibile blocco rientrerebbero Juventus-Fiorentina, Como-Parma e Milan-Genoa. E potrebbe aggiungersi anche Napoli-Pisa, qualora gli azzurri dovessero perdere contro il Bologna. In quel caso anche il Napoli sarebbe coinvolto direttamente negli incastri europei per spostare il derby non basterebbe modificare il calendario dell’Olimpico. Bisognerebbe intervenire contemporaneamente sui piani di sicurezza e sull’ordine pubblico di Torino, Milano, Como e forse Napoli, coinvolgendo prefetture, questure e tifoserie di mezza Italia. È questo il vero nodo che la Lega Serie A dovrà sciogliere. Da una parte la gestione romana della concomitanza con gli Internazionali. Dall’altra l’impatto organizzativo sull’intero turno di campionato. Al momento la soluzione più probabile resta quella della domenica alle 12.30: un compromesso pensato per creare un margine di alcune ore tra il fischio finale del derby e l’inizio della finale del torneo di tennis al Foro Italico. Ma l’ultima parola arriverà soltanto oggi, quando a Milano verrà completato l’ultimo pezzo del puzzle.

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