Nella petizione pubblicata online dopo la morte della piccola Regina, il promotore dell’iniziativa definiva senza mezzi termini l’incrocio tra via Pontina Vecchia, via della Pescarella e via Strampelli come “notoriamente pericoloso”, dando voce alla preoccupazione e alla rabbia di un intero quartiere. “Sono residente nel quartiere della Pescarella ad Ardea e ho assistito con orrore all’ennesimo incidente stradale che ha portato alla morte di una bambina di soli 8 anni”, scriveva nel testo dell’appello Gabriele Pezone, cittadino che pochi giorni dopo la tragedia decise di avviare una mobilitazione pubblica per chiedere interventi immediati sulla sicurezza stradale della zona. La richiesta rivolta alle istituzioni era precisa: installare un impianto semaforico all’intersezione considerata da anni uno dei punti più critici della viabilità locale. “Chiediamo quindi al Comune di Ardea l’installazione immediata di un semaforo in questo incrocio per garantire la sicurezza dei pedoni e degli automobilisti. La vita dei nostri figli non può essere messa a rischio a causa della mancanza di misure preventive appropriate”, si leggeva ancora nella petizione. L’appello riuscì rapidamente a raccogliere consenso ben oltre i confini del quartiere Pescarella, trasformandosi in una delle mobilitazioni civiche più sentite degli ultimi anni sul territorio di Ardea. Alla fine furono 1811 le firme raccolte sulla piattaforma Change.org, un numero significativo per una vicenda locale che aveva profondamente colpito cittadini, famiglie e residenti della zona, riportando al centro del dibattito pubblico il tema della sicurezza stradale e della necessità di interventi concreti per prevenire nuove tragedie.







