Una giornata nata per aiutare un ragazzo del territorio si è trasformata, anni dopo, in una storia capace di raccontare il valore della solidarietà e il potere di un gesto compiuto senza aspettarsi nulla in cambio. Una vita salvata grazie a una donazione e una mobilitazione cittadina che continua a produrre i suoi effetti nel tempo. Tutto era iniziato qualche anno fa, quando il Comune di Cerveteri, insieme all’Admo, aveva promosso una giornata di tipizzazione attraverso un camper mobile con un obiettivo preciso: trovare un donatore compatibile per Giulio Luttazi, giovane cerveterano colpito da una grave forma di aplasia midollare. La risposta della città fu immediata. Ben 98 ragazzi si misero in fila per sottoporsi al prelievo e offrire una possibilità concreta a Giulio. Tra quei volti c’era anche quello di Desirée Mencarini, all’epoca appena diciannovenne. I risultati, però, sembravano aver spento ogni speranza immediata: nessuno dei volontari risultò compatibile. Giulio, portiere della Città di Cerveteri, avrebbe poi trovato il suo “gemello genetico” in Germania, una vicenda che la madre Roberta Spaccini ha successivamente raccontato nel libro L’esercito dei giusti, presentato anche alla Camera dei Deputati. Ma quella giornata non era stata inutile. I nominativi dei volontari erano infatti entrati nella banca dati internazionale dei donatori. Ed è proprio qui che il destino ha rimesso insieme i fili di questa storia. Qualche anno dopo, a Desirée – oggi 23 anni e dipendente del Comune di Cerveteri – è arrivata una telefonata inaspettata. Dall’altra parte della cornetta una notizia capace di cambiare tutto: era stata trovata una compatibilità con un’altra persona in attesa di trapianto. Un richiamo che ha riportato alla memoria quella giornata vissuta quasi come un semplice atto di partecipazione civica e che invece si è trasformata in qualcosa di molto più grande. Un effetto domino nato da una chiamata collettiva e diventato una seconda possibilità per qualcuno. Una storia che racconta come dietro un prelievo, pochi minuti e una scelta fatta con generosità possa nascondersi il dono più grande: quello della vita.







