Dall’inizio dell’anno le forze israeliane hanno colpito ventidue tra ospedali e presidi medici a Gaza. Lo ha detto il portavoce dell’Onu Stephane Dujarric, citando dati dell’Organizzazione mondiale della sanita’. “Nel frattempo, gli operatori umanitari continuano a fornire assistenza su larga scala. La scorsa settimana i nostri colleghi dell’Unicef hanno distribuito kit per l’igiene, insieme a taniche d’acqua, a circa 116 mila persone in tutta la Striscia”, ha detto Dujarric. L’Ufficio Onu per il Coordinamento degli Affari Umanitari (Ocha) ha sottolineato che nella Striscia, poco più della metà delle strutture di assistenza sanitaria primaria è attualmente operativa e poco più della metà degli ospedali è funzionante, seppur solo parzialmente. Secondo quanto riportato, ieri sono stati raccolti oltre 180 pallet di materiale medico, tra cui vaccini, medicinali refrigerati e prodotti igienico-sanitari, presso il valico di Kerem Shalom a Gaza, per sostenere i servizi di un sistema sanitario che tuttavia “resta ancora ben lontano dalla piena ripresa”. Per quanto riguarda la Cisgiordania, l’Ocha segnala che la violenza dei coloni continua: tra il 12 e il 18 maggio, l’ufficio Onu ha documentato almeno 49 attacchi da parte deicoloni che hanno causato vittime o danni, tra cui un aumento degli incendi dolosi contro case, terreni agricoli, veicoli e una moschea. Con questi, quest’anno si contano oltre 870 attacchi da parte dei coloni in più di 220 comunità, con conseguenti vittime o danni materiali. L’Oms afferma che nei primi quattro mesi di quest’anno, oltre un terzo delle richieste di cure presentate da pazienti a Gerusalemme Est e in Israele sono state respinte o sono rimaste in sospeso. Il tasso di approvazione è significativamente inferiore rispetto al periodo precedente all’escalation dell’ottobre 2023, quando venivano approvate oltre due terzi ditali richieste. Le Nazioni Unite sottolineano la necessità di agevolare l’accesso all’assistenza sanitaria per le persone provenienti dalla Cisgiordania e da Gaza. Il capo del Consiglio per la Pace di Gaza, Nikolai Mladenov, ha presentato al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite una bozza in 15 punti per l’attuazione di un “piano di pace globale”. Nel suo intervento, Mladenov ha affermato che la bozza si basa sul principio di reciprocità: ogni passo compiuto da una parte innesca un passo parallelo da parte dell’altra, con un comitato di verifica indipendente che confermerebbe ogni fase. Ha sottolineato che il principio fondamentale è “un’unica autorità, un’unica legge e un’unica arma”. Tuttavia, ha aggiunto, “nel tentativo di evitare uno scenario di resa pubblica ad Hamas, nessun gruppo armato palestinese sarà obbligato a trasferire armi a Israele”. Le armi saranno invece trasferite al Comitato Nazionale per la Gestione di Gaza.







