A distanza di giorni dall’entrata in vigore delle nuove disposizioni, l’obbligo di casco e targhino per la circolazione dei monopattini elettrici continua a scontrarsi con una realtà ben diversa da quella prevista dal legislatore. Le norme, operative dal 16 maggio e introdotte con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza stradale e rendere più semplice l’identificazione dei mezzi, risultano infatti ancora ampiamente disattese dalla maggior parte degli utilizzatori dei veicoli di micromobilità, evidenziando una fase di transizione che appare tutt’altro che conclusa. Nelle strade cittadine, soprattutto nelle aree urbane caratterizzate da un uso intensivo dei monopattini, la scena è rimasta pressoché invariata: molti conducenti continuano a viaggiare senza casco e con mezzi privi del nuovo contrassegno identificativo, segnale evidente delle difficoltà che stanno accompagnando l’adeguamento alle regole. La situazione presenta criticità differenti tra il settore del noleggio e quello dei mezzi privati. Sul fronte delle aziende di sharing, i gestori hanno già provveduto a conformarsi alle disposizioni relative al contrassegno identificativo, applicando i sistemi richiesti per rendere riconoscibili i veicoli in circolazione. Tuttavia resta aperto il problema dell’elmetto, elemento centrale della nuova normativa. Le società che operano nel settore, infatti, non risultano ancora in grado di garantire la fornitura del casco contestualmente al noleggio del monopattino, un nodo logistico e organizzativo che appare tutt’altro che semplice da sciogliere. Le criticità riguardano aspetti pratici e igienici, dalla gestione delle dotazioni condivise alla manutenzione, fino alle modalità di distribuzione e sanificazione dei dispositivi, questioni che stanno rallentando l’adeguamento del servizio alle nuove prescrizioni. Ancora più complessa appare la situazione per i proprietari privati dei monopattini elettrici. Molti utenti, infatti, non hanno ancora ottenuto il cosiddetto targhino, il contrassegno obbligatorio che deve essere richiesto attraverso il portale della Motorizzazione civile. Tra tempi tecnici, procedure da completare e la fase iniziale di avvio del sistema, numerosi proprietari risultano ancora in attesa di ricevere la documentazione necessaria per regolarizzare la propria posizione. Una circostanza che sta generando incertezza tra gli utenti, molti dei quali lamentano difficoltà nel comprendere modalità operative, tempistiche e procedure per l’ottenimento del nuovo identificativo. Sullo sfondo resta il tema della sicurezza, che rappresenta il cuore della riforma. Negli ultimi anni il crescente utilizzo dei monopattini elettrici ha profondamente modificato la mobilità urbana, trasformando questi mezzi in una presenza costante nelle città italiane. Parallelamente, però, è aumentata l’attenzione sui rischi legati alla circolazione, soprattutto in relazione agli incidenti e alla necessità di introdurre strumenti in grado di garantire maggiore tutela per conducenti e pedoni. Il periodo attuale sembra quindi configurarsi come una fase di assestamento, nella quale nuove regole e realtà quotidiana faticano ancora a trovare un punto di incontro, mentre utenti, aziende e istituzioni cercano di adattarsi a un cambiamento che, almeno per il momento, procede a velocità ridotta.







