sabato, Maggio 30, 2026

Attacco russo a Poltava, danni e feriti. Drone di Mosca in Romania, Putin: “Vedremo se è nostro”

La Russia è pronta a condurre un’indagine obiettiva sul drone caduto in Romania, se le verranno consegnati i resti del velivolo. Lo ha detto il presidente Vladimir Putin, citato dalla Tass. In passato, ha tuttavia aggiunto, droni ucraini sono entrati in diversi Paesi, e la prima reazione è sempre stata “i russi stanno attaccando”. Sono “una menzogna grossolana e sfacciata” le accuse alla Russia di pianificare attacchi ai Paesi europei occidentali. Lo ha affermato il presidente Vladimir Putin, citando il ministro della Propaganda nazista, Joseph Goebbels. “Come diceva Goebbels, più una menzogna è incredibile, più velocemente verrà creduta”, ha dichiarato Putin, citato da Ria Novosti. “Sembra che si faccia questo in relazione ai piani aggressivi della Russia contro i Paesi dell’Europa occidentale. Si tratta di una menzogna, grossolana e sfacciata”, ha aggiunto il presidente russo. Non spetta alla Russia scegliere il negoziatore dell’Ue, ma la decisione di incontrarlo o meno spetta a Mosca, ha affermato il presidente russo Vladimir Putin.
“Non è compito nostro scegliere un negoziatore, ma, naturalmente, è nostro compito incontrare questo o quell’attore della politica occidentale. Questo è affar nostro”, ha detto Putin ai giornalisti dopo la sua visita in Kazakistan, aggiungendo che “quando ho menzionato il nome del signor Schroder, intendevo dire che è una persona di cui ci si può fidare. Capite? È stato definito un amico e così via. Sì, siamo amici. Cosa c’è da nascondere? Cosa c’è di male? È davvero così grave?”. Le forze russe hanno condotto un attacco con droni sul distretto di Poltava. Sono stati registrati danni e diverse persone sono rimaste ferite a seguito dei bombardamenti. Lo ha riferito RBC-Ucraina, citando il capo dell’OVA di Poltava, Vitaliy Dyakivnych. Nel raid sono stati danneggiati l’edificio della stazione ferroviaria e i vagoni. “Sono state danneggiate case private, un edificio adibito a clinica ambulatoriale, annessi, automobili e linee elettriche. Gli incendi scoppiati a seguito dell’attacco sono stati prontamente spenti dalle unita’ del Servizio di Emergenza Statale”, si legge su Telegram.  Il presidente della Bielorussia Aleksandr Lukashenko ha riferito di non avere “alcuna intenzione di entrare in guerra” nel conflitto ucraino, rivelando i dettagli di una conversazione telefonica con il presidente francese Emmanuel Macron il 24 maggio scorso. Il leader di Minsk ha riferito ai giornalisti ad Astana che Macron ha espresso preoccupazione per le notizie secondo cui la Bielorussia potrebbe entrare in guerra. “Ha detto: ‘Aleksandr Grigoryevich, ci sono informazioni secondo cui volete entrare in guerra”, ha raccontato. Il presidente bielorusso ha aggiunto di aver immediatamente respinto l’ipotesi. “L’ho interrotto e ho detto: ‘Per l’amor di Dio! Non ho alcuna intenzione di entrare in guerra. Perché dovrei?'”. Macron avrebbe poi fatto riferimento a una recente esercitazione congiunta russo-bielorussa delle forze nucleari.  “Avete svolto esercitazioni nucleari con Vladimir Vladimirovich (Putin), state praticamente escalando verso una guerra nucleare. Volete usare armi nucleari?’ ha chiesto”,  ha raccontato Lukashenko. “Io ho detto: ‘Per l’amor di Dio! Ho già detto che le armi nucleari verrebbero usate solo in un caso: se venisse commessa un’aggressione contro la Bielorussia. Tutto qui”.  “Abbiamo concluso – ha proseguito – parlando dell’Ucraina e delle conseguenze se noi, insieme ai russi, dovessimo attaccare l’Ucraina dal nord. ‘Capite’, ha detto lui, ‘che saremmo costretti a rispondere?’. Io ho detto: ‘Non dovete rispondere, dovete impegnarvi per la pace’. ‘Ma noi ci stiamo impegnando’, ha detto lui. Io ho risposto: ‘Se vi impegnaste davvero per la pace, allora durante quell’incontro a Erevan  (al vertice della Comunità Politica Europea nel maggio 2026)… Beh, forse venire a Mosca non sarebbe stato ideale per voi, ma sareste potuti venire a Minsk, e Vladimir Vladimirovich (Putin) e io vi avremmo incontrato lì’. È andata così, scherzosamente. Lui ha detto: ‘Non escludo quell’incontro’. Io ho detto: ‘Allora bisogna chiamare Putin. Venite, sedetevi e parlate apertamente da uomo a uomo’”, ha concluso il capo di Stato bielorusso. “La situazione attuale richiede una cooperazione più stretta tra gli Stati democratici della regione baltica al fine di rafforzare la resilienza e la sicurezza comuni”. Lo scrivono in una dichiarazione comune i ministri degli Esteri dei Paesi del Consiglio degli Stati del mar Baltico (Csmb).
Il documento, in cui viene ribadito il pieno appoggio dei Paesi del Csmb all’Ucraina e una forte condanna della Russia quale maggior fonte di instabilità regionale, sottolinea l’importanza di rafforzare le contromisure alle azioni aggressive della Russia nella regione del Mar Baltico di concerto con gli alleati della Nato.
La dichiarazione richiama inoltre alla necessità di perseguire con maggior forza la flotta ombra russa nel Baltico quale metodo per ridurre ulteriormente le entrate con cui Mosca finanzia le proprie operazioni militari in Ucraina. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha riferito sulle reti sociali di aver avuto una conversazione con l’omologo rumeno, Nicusor Dan, al quale ha promesso sostegno dopo l’incidente che ha visto un drone, ritenuto di provenienza russa, schiantarsi su un edificio e colpire due persone. “A nome di tutti gli ucraini, ho espresso il nostro sostegno alla Romania e augurato una rapida guarigione alle vittime dell’attacco notturno di un drone russo contro un edificio residenziale a Galai”, scrive Zelensky, “e’ importante che la Romania abbia reagito in modo di principio, operativo e deciso a quanto accaduto”.
“L’Ucraina e’ pronta a sostenere la sicurezza della Romania, che da cinque anni consecutivi ci aiuta a difenderci dagli attacchi russi”, aggiunge Zelensky, “fin dalla notte le nostre forze armate sono state in contatto e ora abbiamo discusso la futura cooperazione a livello dei nostri comandi. Manteniamo una comunicazione costante con la Romania e continueremo a lavorare insieme per proteggere la vita da tutte le potenziali minacce russe”.

 

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