Nel cuore di Cerveteri sorge la chiesa di Santa Maria Maggiore, uno dei luoghi di culto più antichi e significativi del territorio, la cui origine viene fatta risalire intorno all’anno 1000, anche se le prime attestazioni documentarie, come il Liber Censuum della Chiesa romana voluto da Onorio III, indicano già nel 1192 l’esistenza di un dominio ecclesiastico sull’area cerite. Le fonti storiche risultano tuttavia frammentarie a causa della perdita dell’archivio parrocchiale, che non consente di ricostruire con certezza le vicende anteriori al 1492, anno in cui l’edificio fu oggetto di importanti interventi di restauro. Secondo alcune ipotesi, il sito potrebbe poggiare su un antico luogo di culto pagano successivamente trasformato nel III secolo dai primi cristiani di Cerveteri, tra i quali vengono ricordati i santi martiri Massimo e Seconda, mentre fino al 1029 la città risultava sede episcopale, con la documentazione di almeno otto vescovi. Nel corso della sua storia la chiesa fu coinvolta anche nelle turbolente vicende del territorio, come l’assedio del 1503 durante lo scontro tra papa Alessandro VI e la famiglia Orsini, con l’intervento militare di Cesare Borgia che provocò danni diffusi all’intero borgo, ancora oggi leggibili in alcune strutture come la torre dei Borgia. Proprio in seguito a tali eventi l’edificio sacro venne arricchito con importanti opere artistiche, tra cui l’affresco su tela della Madonna del Rosario attribuito alla scuola di Antoniazzo Romano e la Pietà proveniente dalla chiesa di San Martino, realizzata da Perin del Vaga. Un ulteriore e decisivo cambiamento avvenne intorno al XVIII secolo, quando la chiesa venne sottoposta a lavori di restauro e ammodernamento che ne trasformarono profondamente l’aspetto, passando dallo stile romanico al barocco grazie a interventi che interessarono l’abside, le cinque cappelle, il tetto e il matroneo, oltre alla realizzazione di un organo poi smantellato negli anni Sessanta, il tutto sotto il patronato della famiglia Ruspoli che lasciò anche il proprio stemma sull’edificio. Già nell’Ottocento la struttura versava nuovamente in condizioni critiche, tanto da richiedere ulteriori restauri, fino al radicale intervento del 1959 con la costruzione della nuova chiesa e la rimozione delle aggiunte ottocentesche per riportare l’edificio a una presunta sobrietà romanica originaria, con la soppressione anche della balconata e dell’organo. Un ulteriore elemento di grande rilievo storico e religioso è emerso nel 2008, quando durante lavori di restauro sotto l’altare maggiore furono rinvenuti i resti attribuiti a santa Felicita martire insieme ad altre reliquie, successivamente ricomposte e collocate in una cassettina di zinco all’interno di un reliquiario posto sotto l’altare stesso. Oggi Santa Maria Maggiore continua a rappresentare un punto centrale della memoria storica e spirituale di Cerveteri, custode di secoli di trasformazioni, fede e identità culturale che ne fanno uno dei simboli più significativi della città.







