Un anno alla scoperta della civiltà etrusca con un unico biglietto. È stato presentato al Ministero della Cultura il progetto “Etruria Go”, il nuovo pass integrato che consentirà ai visitatori di accedere, nell’arco di dodici mesi, a undici tra i più importanti musei, parchi archeologici e necropoli del Lazio dedicati al mondo etrusco. Un’iniziativa che punta a valorizzare in maniera coordinata uno dei patrimoni storici e archeologici più rilevanti d’Italia, creando una rete culturale capace di collegare territori, istituzioni e comunità locali. Alla presentazione ufficiale ha preso parte anche la delegazione della Città di Tarquinia, rappresentata dal sindaco Francesco Sposetti e dagli assessori Sandro Celli e Roberta Piroli, a testimonianza del ruolo centrale che il territorio tarquiniese riveste nella storia e nella valorizzazione dell’eredità etrusca. Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, il Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia e la Direzione Regionale Musei Nazionali Lazio, sotto il coordinamento della Direzione Generale Musei. Grazie al pass sarà possibile visitare alcuni dei siti più significativi dell’Etruria laziale, tra cui la Necropoli della Banditaccia e il Museo Nazionale Archeologico Cerite di Cerveteri, la Necropoli dei Monterozzi e il Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e Villa Poniatowski a Roma, il Parco Archeologico di Veio, il Museo Archeologico Nazionale di Civitavecchia, il Museo Archeologico di Vulci con il Castello dell’Abbadia, il Museo Archeologico Nazionale di Tuscania, il Museo Nazionale Etrusco di Rocca Albornoz a Viterbo e il Museo Archeologico Nazionale dell’Agro Falisco con Forte Sangallo a Civita Castellana. L’obiettivo è offrire un’esperienza culturale completa e accessibile, incentivando un turismo lento e consapevole che permetta di attraversare secoli di storia seguendo le tracce di una delle civiltà più affascinanti del Mediterraneo antico. “Etruria Go” rappresenta così non solo uno strumento di promozione turistica, ma anche un progetto di valorizzazione territoriale che mette in rete eccellenze archeologiche spesso distanti tra loro, trasformandole in un unico grande itinerario culturale capace di raccontare la ricchezza e l’identità dell’Etruria laziale.







