giovedì, Luglio 2, 2026

Strage di Casalotti, 107 segnalazioni per il killer in fuga: prende corpo la pista del racket dei documenti falsi

Cresce la tensione per il presunto autore della strage di Casalotti, ancora irreperibile, mentre aumenta il numero delle segnalazioni arrivate alle forze dell’ordine dopo la diffusione della fotografia di Shahadat Hossain, il 43enne bengalese ricercato per il triplice omicidio avvenuto nella periferia nord-ovest della Capitale. Sono già 107 gli avvistamenti segnalati alla polizia: 74 telefonate, 21 messaggi WhatsApp, un sms e altre 11 comunicazioni inoltrate dalla Sala operativa della Questura di Roma. Ogni indicazione viene verificata dagli investigatori, che invitano chiunque sia in possesso di informazioni utili a contattare immediatamente le autorità. Le ricerche del fuggitivo proseguono senza sosta e si estendono ormai all’intero territorio nazionale e anche all’estero, attraverso i canali di cooperazione tra le polizie internazionali. Il dispositivo messo in campo coinvolge polizia e carabinieri con controlli alle frontiere, perquisizioni in casolari abbandonati della periferia romana e ispezioni lungo il fiume Tevere. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è anche quella di un possibile gesto estremo da parte del ricercato, ma al momento non esistono elementi in grado di confermarla. L’ultima traccia ritenuta significativa conduce nella zona di Selva Candida, dove nelle ultime ore si sono concentrate le attività investigative. L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, impegnato a ricostruire gli ultimi movimenti del 43enne, ritenuto responsabile del massacro avvenuto venerdì sera in un appartamento di via Montiglio. Secondo gli investigatori, Shahadat Hossain avrebbe ucciso con una mannaia, già sequestrata dagli inquirenti, Kamal Uddin, 39 anni, la moglie Arzu, 38 anni, e la figlia Alicia, di appena otto anni. Nell’aggressione è rimasto gravemente ferito anche il figlio diciottenne della coppia, unico sopravvissuto al massacro. Le verifiche hanno interessato anche la provincia di Frosinone, dove il ricercato risulta residente, oltre alle aree comprese tra Casalotti, Boccea e Primavalle. Con il passare delle ore, il quadro investigativo si è fatto più complesso. Se inizialmente aveva preso quota la pista del delitto passionale, gli inquirenti stanno ora valutando con attenzione anche altre ipotesi. Tra queste emerge quella di un possibile regolamento di conti legato al racket della produzione e della stampa di documenti falsi all’interno di alcuni gruppi della comunità bengalese, oppure a un episodio di estorsione. Al vaglio anche eventuali collegamenti con l’attività politica del ricercato, impegnato nel Bangladesh Nationalist Party (BNP), dove avrebbe ricoperto incarichi nell’organizzazione italiana e nel comitato estero del movimento. Intanto arrivano notizie incoraggianti dal Policlinico Gemelli, dove è ricoverato il diciottenne rimasto ferito durante l’aggressione. Il giovane, sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico per una frattura cranica con ematoma, ha registrato un netto miglioramento delle condizioni cliniche. Le salme delle tre vittime sono state trasferite all’Istituto di Medicina legale del Gemelli, dove la Procura conferirà l’incarico per l’esecuzione delle autopsie, passaggio fondamentale per chiarire ogni dettaglio della dinamica della strage.

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