sabato, Luglio 4, 2026

“Dov’è la mia sorellina?”, il dolore del figlio sopravvissuto alla strage

«Dov’è la mia sorellina?». È una delle domande che continua a ripetere Amir Ayan Hossain Uddin, il 20enne sopravvissuto alla strage familiare di Casalotti, nella quale hanno perso la vita la madre, il padre e la sorella di otto anni. Il giovane, ricoverato nel reparto di Neurochirurgia del Policlinico Gemelli, ha ripercorso con amici e parenti gli ultimi momenti trascorsi con la famiglia prima dell’aggressione, attribuita al connazionale Shahadat Hossain, tuttora ricercato. «Prima di andare al lavoro mamma mi ha detto: “Mangia”», ha raccontato Amir. «Ho cenato. Mia sorella Arowa stava guardando la televisione. Sono andato a lavorare e quando sono tornato non c’era più nessuno». Il ricordo della sorella resta il più doloroso. «Aru era la mia vita, la mia piccola sorella», avrebbe confidato il giovane. Le condizioni del ventenne sono in progressivo miglioramento, anche se il percorso di cura richiederà ancora tempo. Nelle ultime ore ha potuto incontrare alcuni parenti arrivati dal Bangladesh, che hanno descritto le ferite riportate durante l’aggressione, con lesioni alla testa, alle mani e ad altre parti del corpo. Amir è considerato un testimone chiave per le indagini coordinate dalla Procura. Gli investigatori attendono che le sue condizioni di salute consentano un interrogatorio formale, ritenuto fondamentale per ricostruire la dinamica del triplice omicidio e raccogliere ulteriori elementi utili alla ricerca del presunto responsabile, irreperibile dal giorno della strage.

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