Il sovraffollamento carcerario resta una criticità diffusa in quasi tutte le strutture detentive della Capitale. È quanto emerge dalla relazione annuale della Garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Roma Capitale, Valentina Calderone, presentata in Aula Giulio Cesare. Roma si conferma una delle città italiane con il maggior numero di istituti penitenziari e detenuti, con condizioni che interessano la quasi totalità delle strutture. Nel dettaglio, il carcere di Rebibbia Nuovo Complesso, una delle strutture detentive più grandi d’Italia con una capienza di 1.057 posti, ospita attualmente 1.614 detenuti, oltre 600 in più rispetto alla capienza e in aumento rispetto a dicembre 2024. Nel carcere femminile di Rebibbia, a fronte di 265 posti disponibili, le detenute sono 379, mentre a Regina Coeli si registra una situazione analoga con 1.004 detenuti a fronte di 572 posti effettivi. Fanno eccezione solo la Casa di reclusione Rebibbia e l’Istituto a custodia attenuata Rebibbia Terza Casa, che non risultano al momento in condizione di sovraffollamento. Nel suo intervento, la Garante ha sottolineato come il tema venga ancora affrontato come una situazione emergenziale, mentre si tratta di una questione strutturale e consolidata all’interno del sistema penitenziario.







