Cinquant’anni dopo il suo assassinio, Roma ha reso omaggio alla memoria del magistrato Vittorio Occorsio, ucciso il 10 luglio 1976 in via Mogadiscio da Pierluigi Concutelli, militante dell’organizzazione neofascista Ordine Nuovo, poi condannato all’ergastolo e deceduto nel 2023. Occorsio fu il primo magistrato italiano vittima di un omicidio politico, colpito per le sue indagini sulle organizzazioni eversive dell’estrema destra e sulle trame che minacciavano la democrazia italiana durante gli anni di piombo. La commemorazione, promossa dalla Fondazione Vittorio Occorsio, si è aperta nel luogo dell’agguato, nel quartiere Africano, dove è stata deposta una corona di fiori davanti alla targa che ricorda il giudice. Alla cerimonia hanno preso parte numerose autorità civili e istituzionali, tra cui il Procuratore generale della Corte di Cassazione Pietro Gaeta, la figlia del magistrato Susanna Occorsio e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Nel suo intervento, il primo cittadino ha annunciato l’intenzione dell’amministrazione capitolina di dedicare a Vittorio Occorsio un luogo della cultura della città, affinché il suo esempio continui a vivere nella memoria collettiva. «Abbiamo reso omaggio al grande servitore dello Stato ucciso barbaramente dal terrorismo neofascista cinquant’anni fa proprio in questo luogo, per le sue indagini coraggiose con cui svelava le trame contro la democrazia. Un eroe, un servitore dello Stato che Roma ha il dovere di onorare e ricordare», ha dichiarato Gualtieri. Le celebrazioni sono poi proseguite presso la Corte di Cassazione, dove è stata presentata l’emissione filatelica speciale dedicata al magistrato. All’iniziativa hanno partecipato il Capo di Gabinetto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy Federico Eichberg, insieme ai rappresentanti dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e di Poste Italiane, che hanno illustrato il valore simbolico dell’iniziativa destinata a mantenere viva la memoria di una figura fondamentale nella storia della magistratura italiana. La giornata commemorativa si è conclusa nell’aula magna della Corte di Cassazione con una santa messa celebrata dal cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Alla funzione religiosa hanno preso parte la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rappresentanti delle più alte istituzioni dello Stato, esponenti della magistratura e numerose autorità civili e militari. Nel corso della commemorazione è stato ricordato il coraggio con cui Vittorio Occorsio portò avanti le sue inchieste sulle organizzazioni eversive, pagando con la vita il proprio impegno nella difesa della legalità e delle istituzioni democratiche. A mezzo secolo dalla sua morte, il suo sacrificio continua a rappresentare uno dei simboli più alti della lotta dello Stato contro il terrorismo e contro ogni forma di eversione.







