Da bene sottratto alla criminalità organizzata a luogo di accoglienza, inclusione e memoria civile. È questa la storia della villa di Tarquinia trasformata nella “Casa degli Abbracci”, inaugurata lunedì 20 luglio a San Giorgio alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Un progetto che rappresenta un esempio concreto di come lo Stato possa restituire ai cittadini ciò che era stato sottratto alla legalità, trasformando un patrimonio nato dall’attività criminale in una risorsa per la comunità. La struttura nasce dal percorso condiviso tra il Comune di Tarquinia e la Prefettura di Viterbo e segna una nuova fase per un bene confiscato che oggi assume una funzione sociale ed educativa di grande valore. La “Casa degli Abbracci” si propone infatti come uno spazio aperto alla comunità, destinato ad accogliere una casa famiglia, attività rivolte agli adolescenti, percorsi dedicati ai ragazzi con fragilità, iniziative con le scuole e momenti di aggregazione fondati sui principi della legalità e della solidarietà. Il progetto si sviluppa nel solco dell’esperienza educativa di don Antonio Mazzi e all’interno della realtà della famiglia dell’Opera don Calabria, con l’obiettivo di creare un luogo in cui natura, cultura, inclusione e formazione possano convivere. L’inaugurazione rappresenta così un passaggio simbolico e concreto per il territorio di Tarquinia, un esempio di collaborazione tra istituzioni e realtà sociali nella valorizzazione dei beni confiscati. Una villa un tempo legata alla criminalità diventa oggi un punto di riferimento per chi ha bisogno di sostegno e un presidio di cittadinanza attiva, dimostrando come la restituzione alla collettività possa trasformare una ferita del territorio in una nuova opportunità di crescita e speranza.







