giovedì, Luglio 30, 2026

Attacco missilistico russo a Kryvyi Rih, 6 morti. Trump a Zelensky: “Voglio che la guerra finisca”

La guerra in Ucraina torna ad intrecciare il fronte diplomatico con quello militare in una delle giornate più drammatiche delle ultime settimane. Mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha reso noto di aver chiesto personalmente a Volodymyr Zelensky di porre fine al conflitto, nella notte e all’alba la Russia ha lanciato un massiccio attacco contro Kiev e altre città ucraine, provocando morti, feriti e ingenti danni a edifici civili. Parlando ai giornalisti nello Studio Ovale, Trump ha riferito i contenuti del recente colloquio con il leader ucraino, spiegando di avergli ribadito la necessità di arrivare rapidamente alla conclusione delle ostilità. «Vorrei che Zelensky mettesse fine alla guerra. Gli ho detto: “Voglio che la guerra finisca”», ha dichiarato il presidente americano, sottolineando di mantenere buoni rapporti sia con il capo di Stato ucraino sia con il presidente russo Vladimir Putin, un’affermazione destinata ad alimentare il dibattito internazionale sul ruolo che Washington intende assumere nei futuri negoziati. Sul terreno, però, la situazione continua a deteriorarsi. Le autorità ucraine hanno denunciato un’offensiva su larga scala condotta con missili balistici e altri sistemi d’arma contro la capitale e diverse aree del Paese. A Kiev il sindaco Vitali Klitschko ha invitato la popolazione a non lasciare i rifugi, avvertendo attraverso Telegram che «il nemico sta attaccando la capitale con armi balistiche» e che il rischio di nuovi bombardamenti resta estremamente elevato. Nel corso delle ore sono stati segnalati incendi in differenti quartieri della città, mentre le squadre di emergenza sono intervenute per domare le fiamme e soccorrere i feriti. Le esplosioni hanno interessato anche Leopoli, nell’Ucraina occidentale, dove sarebbero stati colpiti alcuni edifici, confermando come l’offensiva russa abbia interessato un’ampia porzione del territorio nazionale. Nelle ore precedenti all’attacco il presidente Volodymyr Zelensky aveva già lanciato un allarme sulla possibilità di una nuova offensiva di grandi dimensioni, spiegando di aver ricevuto informazioni dal comandante dell’Aeronautica ucraina, Anatolii Kryvonojko. Secondo quanto riferito dal capo dello Stato, le forze russe si sarebbero preparate per diversi giorni a un’operazione coordinata su vasta scala. Zelensky ha quindi rivolto un nuovo appello agli alleati occidentali, chiedendo un rafforzamento immediato delle forniture di sistemi di difesa aerea. «È fondamentale che i nostri partner comprendano appieno cosa sta succedendo e che sappiano che la protezione delle vite umane dipende direttamente dalla loro volontà, o dal loro rifiuto, di aiutarci fornendoci missili di difesa aerea», ha scritto sui social, indicando in particolare gli Stati Uniti e gli altri Paesi che dispongono di batterie Patriot come interlocutori chiave per rafforzare lo scudo difensivo ucraino. Le richieste di Kiev arrivano in un momento particolarmente delicato del conflitto, caratterizzato da un’intensificazione degli attacchi russi contro infrastrutture strategiche e aree urbane e da una crescente pressione sul sistema di difesa aerea del Paese, chiamato a fronteggiare raid sempre più frequenti e complessi. Sul piano diplomatico, le dichiarazioni di Trump e il contemporaneo aggravarsi della situazione militare confermano quanto la prospettiva di una soluzione negoziale resti ancora lontana, mentre la popolazione civile continua a pagare il prezzo più alto di una guerra che, dopo oltre quattro anni, non mostra segnali concreti di arresto.

Articoli correlati

 
 

Ultimi articoli