Si apre una nuova fase per la centrale di Torrevaldaliga Nord a Civitavecchia. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha compiuto un passo decisivo verso la chiusura e lo smantellamento dell’ex impianto a carbone, anche se resta ancora necessario il passaggio con Terna per certificare che la rete nazionale possa fare a meno dell’energia prodotta dalla centrale. Se arriverà il via libera definitivo, si potrà procedere con la messa in sicurezza e la dismissione dell’impianto, superando l’ipotesi della cosiddetta “riserva fredda”, ovvero il semplice spegnimento senza lo smontaggio della struttura. La chiusura consentirebbe di riaprire il dossier sul futuro dell’area di Torrevaldaliga Nord, fermo dalla fine dello scorso anno. Sul tavolo ci sono circa trenta manifestazioni di interesse, alcune considerate particolarmente rilevanti per la riqualificazione del sito e il rilancio economico del territorio. “Una trentina di manifestazioni di interesse sull’area di Torrevaldaliga Nord, anche particolarmente significative per la riqualificazione e il rilancio economico di quell’area”, ha ricordato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Nel confronto con la Regione, la commissaria alla riconversione industriale dell’area, e i sindaci dei comuni coinvolti — Civitavecchia, Tarquinia, Tolfa, Allumiere, Santa Marinella e Monte Romano — è stato affrontato anche il tema delle garanzie occupazionali. I sindacati chiedono infatti tutele per i lavoratori diretti e dell’indotto, percorsi di formazione e riqualificazione professionale, investimenti certi e un calendario chiaro per accompagnare la transizione industriale. Resta aperto anche il nodo dei dieci milioni di euro che Enel non intende più versare nelle casse comunali. La Regione ha confermato la disponibilità al confronto con il territorio, ma la partita dovrà proseguire nei prossimi mesi anche a livello nazionale.
Civitavecchia, verso la chiusura della centrale di Torrevaldaliga Nord
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