La concessione ottenuta nel 2025 per aumentare i prelievi dalle sorgenti del Pertuso era stata presentata come una misura eccezionale, una risposta temporanea a una situazione determinata dalla siccità, dalla progressiva riduzione della disponibilità delle sorgenti e dalla necessità di scongiurare interruzioni nell’erogazione del servizio idrico. A distanza di dodici mesi, però, Acea Ato 2 torna a chiedere lo stesso intervento, con un incremento di 150 litri al secondo, riproponendo di fatto la medesima soluzione già adottata l’anno precedente. Un passaggio che alimenta il timore che quella che doveva essere un’eccezione stia progressivamente assumendo i contorni di una risposta strutturale alla carenza d’acqua. Nel 2025 il ricorso alle sorgenti del Pertuso era servito a evitare uno scenario più pesante per centinaia di migliaia di cittadini, scongiurando riduzioni della pressione e turnazioni nell’erogazione. Nel 2026 la stessa strada viene nuovamente indicata come necessaria, puntando ancora su una sorgente montana che alimenta anche il fiume Aniene e che, come altre risorse idriche del territorio, risente delle difficoltà legate alla diminuzione delle portate e ai cambiamenti delle condizioni climatiche. Per Ardea e per i comuni del quadrante sud della provincia di Roma, la nuova richiesta riporta quindi al centro il tema della fragilità del sistema di approvvigionamento. Una seconda autorizzazione consecutiva non rappresenta di per sé una prova scientifica dell’irreversibilità della crisi, ma evidenzia un dato politico e gestionale difficilmente ignorabile: il sistema idrico ordinario fatica sempre più a garantire livelli di sicurezza sufficienti nei periodi di maggiore criticità. La soluzione individuata ancora una volta non passa, almeno nell’immediato, attraverso una nuova infrastruttura già disponibile o attraverso un completo superamento delle criticità della rete, ma attraverso un ulteriore ricorso a un prelievo straordinario. La crisi definita temporanea nel 2025 si ripresenta dunque nel 2026 con gli stessi numeri, le stesse sorgenti coinvolte e la stessa necessità di interventi urgenti, lasciando aperto il dibattito sulla necessità di strategie di lungo periodo per garantire stabilità e sicurezza al servizio idrico.







