martedì, Agosto 11, 2026

Forti esplosioni scuotono Kiev e Zaporizhzhia, almeno cinque morti e decine di feriti

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Si aggrava il bilancio degli attacchi missilistici russi di questa notte contro Zaporizhzhia e Kiev. Come riporta il giornale Kiev Independent “almeno cinque persone sono rimaste uccise e 21 ferite. Lo Stato maggiore ucraino ha rivendicato l’attacco al complesso petrolchimico di Tobolsk-Neftekhim, nella regione di Tyumen, situato a duemila chilometri dal confine fra i due Peasi. “In particolare, sono stati confermati danni all’unità centrale di frazionamento del gas (CGFU), che ha una capacità di circa 6,6 milioni di tonnellate di materie prime all’anno. Questa unità è una componente importante del complesso produttivo di una delle più grandi aziende petrolchimiche in Russia e in Europa”, si legge nel comunicato diffuso dallo stato maggiore ucraino. Il complesso fa parte dell’industria della difesa russa perché “produce componenti per carburante per missili, carburante per aviazione, materiali compositi per droni, nonché benzina ad alto numero di ottano”. Una serie di esplosioni è stata poco dopo la mezzanotte nella capitale ucraina Kiev dopo che le autorità avevano segnalato l’avvicinamento di diversi missili. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha comunicato sui social media che la “città è sotto attacco di missili balistici” russi. Secondo la stessa fonte, i soccorsi sono stati inviati nel quartiere di Shevchenko, nel centro della capitale, senza tuttavia fornire ulteriori dettagli. Le sirene di allarme aereo avevano iniziato a suonare poco prima, quando in città sono state udite forti detonazioni. L’attacco giunge all’indomani delle dichiarazioni del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo cui la Russia si starebbe preparando a schierare ulteriori soldati nordcoreani sul proprio territorio e avrebbe ricevuto nuovi missili balistici da Pyongyang. La Russia sta ricevendo truppe ed equipaggiamento militare dalla Corea del Nord: lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr  Zelensky, riferendosi in particolare ai missili balistici. – “Questa è la prima volta che la Russia non può più combattere senza i rinforzi nordcoreani. Si sta preparando a schierare un ulteriore contingente di nordcoreani sul suo territorio. Ha persino ricevuto munizioni aggiuntive dalla Corea del Nord: i missili balistici e altre armi nordcoreane vengono modernizzati grazie alla collaborazione con la Russia”, ha proseguito. Due settimane fa Zelensky aveva annunciato l’intenzione russa di ricevere altri 30.000 soldati nordcoreani: “I preparativi per il loro arrivo sono in corso da giugno nella regione russa di Voronež”, aveva sostenuto, aggiungendo che Pyongyang “si stava anche preparando a trasferire ulteriori lanciamissili balistici in Russia”. La Russia prevede di aumentare la produzione di droni a 11.000 unità nel mese di agosto: lo ha dichiarato il generale Vadym Skibitsky, vice capo dell’intelligence militare ucraina (HUR) in un’intervista rilasciata a RBK-Ucraina. “Il complesso militare-industriale russo prevede di produrre 11.000 droni da combattimento ad agosto”, aggiungendo che a luglio Mosca “ha leggermente ridotto l’intensità degli attacchi con i droni e ne ha diminuito la produzione, concentrando i propri sforzi sui droni a reazione Geran-4 e Geran-5”. Per quanto riguarda le armi utilizzate, Skibitsky ha rilevato “livelli record nel numero di missili balistici e ipersonici impiegati”: nel mese di luglio sono stati lanciati 153 missili da crociera Kh-101, Kalibr e Kh-32, il secondo dato mensile più alto dell’anno dopo febbraio (157). Altrettanto vale per i missili balistici e ipersonici, in particolare il 9M723 del sistema Iskander-M, l’RM-48U del sistema S-400 e lo Zircon, con 198 lanci a luglio, il numero più alto dell’anno. “Non solo la portata degli attacchi si sta evolvendo, ma anche la loro sistematizzazione, i loro obiettivi e la loro struttura. Mentre in passato Mosca organizzava attacchi combinati con decine di missili di diverso tipo e centinaia di droni, ora si sta concentrando sui missili balistici, data la carenza di intercettori Patriot. Allo stesso tempo, invece di affidarsi esclusivamente ai lanci di massa dei droni Shahed, la Federazione Russa sta iniziando a utilizzare più attivamente i droni Geran. (…) In altre parole, Mosca sta concentrando i suoi sforzi sulla produzione di determinate armi e sta reindirizzando i suoi fondi verso di esse”.

 

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