mercoledì, Agosto 19, 2026

Le verifiche proseguono sul litorale di Ardea

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Prosegue intanto l’attività di accertamento sulla moria di pesci che ha interessato diversi tratti del litorale di Ardea, con un’indagine che coinvolge più strutture e competenze e che punta a ricostruire con precisione l’origine del fenomeno. In campo ci sono Arpa Lazio, impegnata sul fronte degli accertamenti ambientali e delle analisi condotte sui campioni di acqua e fitoplancton, la Asl Roma 6, che attraverso il Servizio Veterinario Sanità Animale ha effettuato il recupero e il prelievo di alcuni esemplari di pesce, e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lazio e Toscana, al quale sono stati affidati gli esami sugli animali. La collaborazione tra i diversi enti sarà fondamentale per mettere in relazione i risultati ottenuti dai singoli accertamenti e arrivare a una lettura complessiva dell’episodio. L’obiettivo è infatti capire se esista un collegamento tra la mortalità dei pesci e le condizioni biologiche riscontrate nelle acque del litorale oppure se il fenomeno debba essere ricondotto ad altri fattori ambientali. Lo stesso ente regionale ha sottolineato che le attività di verifica condotte da Arpa, Asl e Istituto Zooprofilattico «consentiranno di stabilire un quadro complessivo della situazione e di comprendere quindi le cause del fenomeno». I risultati dei successivi esami saranno resi disponibili una volta completate tutte le analisi necessarie, mentre sul territorio resta alta l’attenzione dopo le numerose segnalazioni arrivate nei giorni scorsi da cittadini e frequentatori della costa. Il sopralluogo effettuato il 12 agosto aveva permesso di verificare direttamente la presenza di pesci morti lungo il litorale e di raccogliere i campioni indispensabili per avviare gli accertamenti. Le prime analisi hanno già consentito di escludere, nei campioni esaminati, valori microbiologici dell’acqua superiori ai limiti previsti per la balneazione, spostando invece l’attenzione sulla componente biologica dell’ecosistema marino. In particolare, nei campioni di fitoplancton è stata rilevata la presenza di Asterionellopsis glacialis e Akashiwo sanguinea, quest’ultima individuata in concentrazioni significative e considerata un elemento di particolare interesse per gli approfondimenti in corso. La presenza di queste specie, tuttavia, non permette ancora di stabilire con certezza che la fioritura algale sia stata la causa della moria. Per arrivare a una conclusione sarà necessario confrontare i dati ambientali con gli esiti delle analisi effettuate direttamente sugli esemplari di pesce raccolti dalla Asl Roma 6. Proprio gli esami dell’Istituto Zooprofilattico potrebbero fornire indicazioni decisive sulle condizioni degli animali e sull’eventuale compatibilità della loro morte con le alterazioni biologiche riscontrate nell’acqua. Il quadro resta dunque in evoluzione e gli enti coinvolti stanno procedendo attraverso un’attività coordinata che punta a evitare conclusioni premature e a basare la ricostruzione del fenomeno su dati scientifici. Nel frattempo, la moria registrata lungo più zone della costa di Ardea continua a rappresentare un episodio che necessita di una spiegazione completa, soprattutto per comprendere quale sia stato il ruolo effettivo della proliferazione algale e quali condizioni abbiano favorito la presenza delle microalghe rilevate nei campioni. Saranno quindi gli ulteriori risultati degli accertamenti a stabilire se Akashiwo sanguinea e le altre componenti del fitoplancton abbiano avuto un ruolo determinante oppure se la causa debba essere ricercata in una combinazione di fattori ambientali. Fino ad allora, l’unico dato consolidato resta quello delle analisi microbiologiche, che non hanno evidenziato superamenti dei limiti previsti per la balneazione, mentre per il resto sarà necessario attendere la conclusione degli esami ancora in corso.

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