Influenza mediatica

Influenza mediatica

 

di Pietro Zocconali

In questo periodo di incertezze dovuto alla diffusione in diverse regioni italiane dell’influenza dovuta al virus Covid-19, mi viene da pensare che quando i media si impossessano di un certo argomento, ne parlano forse troppo, a discapito delle altre notizie, ma soprattutto, in questo caso, danneggiando l’economia della nazione, il turismo, e quindi il lavoro in generale, a discapito dei cittadini che, lo stesso, ne rimangono influenzati (e l’influenza dei media è molto più pericolosa del Covid-19 che al confronto è una passeggiata al chiaro di luna). Un esempio: se in TV dicono che gli acquirenti stanno assaltando i supermercati facendo scorte industriali di acqua, pasta e scatolame, danno una cattiva informazione, spingendo le persone all’imitazione (vedi fenomeno “Sassi dal cavalcavia”). Questo virus sconosciuto ha effettivamente in Italia portato ad alcuni decessi, colpendo anziani quasi tutti con importanti malattie pregresse. Ora vediamo un po’ di cosa non parlano i media in questo periodo: – Anche questo 2020 è iniziato con una media di tre morti al giorno sul lavoro (il 2019 si era chiuso con un migliaio di morti, poco meno di tre al giorno); – Ogni anno in Italia muoiono di normale influenza, cause dirette o indirette, circa 8.000 persone, ovvero circa 22 persone al giorno; – In Italia ogni anno muoiono, a causa degli incidenti stradali, tra le nove e le dieci persone al giorno, con un esercito di circa 670 feriti più o meno gravi che quotidianamente fanno visita ai nostri nosocomi; – Nel nostro “Bel Paese”, ogni anno, a causa dell’inquinamento/polveri sottili, muoiono 46.500 persone (dati 2016), 127 al di’; per quest’ultimo dato siamo i primi in Europa, ma è un ben triste primato. Tralasciando tante altre cause di morte più o meno violente, più o meno evitabili (un femminicidio ogni tre giorni commesso da marito/amante, ex marito/ex amante ecc.), stiamo parlando di circa 162 defunti quotidiani, ma di ciò, ripeto, se ne sta parlando molto poco. In questi giorni si parla soltanto del micidiale virus sconosciuto, e da diversi giorni; ad esempio, ogni news parla della coppia di cinesi e del ragazzo infettati e ormai guariti allo “Spallanzani” di Roma, e, nel fare l’elenco dei colpiti dal virus, questi tre guariti fanno numero e rimangono i tre casi infetti da Covid-19 nella regione Lazio. Vediamo per quanti altri giorni sentiremo questa notizia, e intanto la nostra barca fa acqua dappertutto e rischia di affondare. Mi viene da pensare, ispirandomi a Luigi Pirandello, Premio Nobel per la letteratura nel 1934: Ma è una cosa seria?

Giornalista, presidente Associazione Nazionale Sociologi