venerdì, Aprile 17, 2026

Maxi frode nella ristorazione a Roma: 500 lavoratori irregolari

Una vasta operazione della Guardia di Finanza di Roma ha fatto emergere un presunto sistema di lavoro irregolare e frode fiscale nel settore della ristorazione, tra la Capitale e Milano. Secondo gli investigatori, sarebbero circa 500 i lavoratori impiegati senza regolare contratto, inseriti in un meccanismo basato su una cosiddetta società “serbatoio”, utilizzata come intermediaria fittizia per assumere il personale e poi destinarlo a diversi ristoranti, anche molto noti locali della movida romana. Dalle verifiche è emerso che questo schema avrebbe consentito di aggirare le regole sui contratti di lavoro. Di fatto, i lavoratori sarebbero stati impiegati direttamente dai ristoranti utilizzatori, con conseguenti sanzioni per circa 300 mila euro e la proposta di sospensione di alcune attività. Sul fronte economico, l’indagine ha evidenziato mancati versamenti contributivi per circa 2 milioni di  euro, cioè somme destinate a pensioni e tutele dei lavoratori, mai versate. Accertata inoltre una presunta frode fiscale da circa 4 milioni di euro, realizzata anche attraverso l’utilizzo di fatture false per ridurre il carico di imposte. Un secondo filone dell’inchiesta, coordinato dalla Procura di Roma, riguarda altre tre società collegate a cinque ristoranti della Capitale. In questo caso si ipotizza una bancarotta fraudolenta, con la cessione fittizia delle attività per sottrarsi a debiti verso il fisco e i creditori per oltre 2 milioni di euro.Per questo il giudice ha disposto il sequestro delle quote societarie e dei cinque locali, affidando la  gestione a un amministratore giudiziario. L’obiettivo è garantire la continuità delle attività e la tutela dei lavoratori coinvolti. L’inchiesta è ancora in corso e si trova nella fase delle indagini preliminari.

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