Una “passeggiata rumorosa” per rompere il silenzio, per riaffermare il diritto delle donne a vivere e attraversare i quartieri in sicurezza e per ribadire un messaggio che negli anni è diventato un simbolo delle mobilitazioni femministe: “Sorella non sei sola”. È con questo spirito che la Casa Internazionale delle Donne e il movimento Non Una Di Meno hanno convocato per questo pomeriggio una manifestazione in risposta alla violenta aggressione subita da una donna mentre stava facendo ritorno a casa. Un episodio che ha profondamente colpito il quartiere e che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza, sulla violenza di genere e sull’importanza della solidarietà tra cittadini. Le promotrici dell’iniziativa hanno scelto di non organizzare un corteo tradizionale ma una camminata collettiva e rumorosa, fatta di voci, slogan e presenza fisica nelle strade, per dare un segnale concreto di vicinanza alla vittima e a tutte le donne che quotidianamente vivono la paura di subire violenze e molestie. Determinante, nel corso dell’aggressione, sarebbe stato l’intervento di una persona che, accortasi di quanto stava accadendo, ha aperto la finestra e ha iniziato a urlare, costringendo l’aggressore alla fuga e probabilmente evitando conseguenze ancora più gravi. Proprio quel gesto di coraggio e di attenzione verso ciò che accade nello spazio pubblico è diventato il simbolo della manifestazione di oggi. “Perché si tengano aperte le finestre”, spiegano le organizzatrici, richiamando non solo un’immagine concreta ma anche una metafora di partecipazione e responsabilità collettiva: non voltarsi dall’altra parte, non ignorare le richieste di aiuto, non lasciare sole le donne vittime di violenza. L’iniziativa si propone così di trasformare l’indignazione e la paura in una risposta corale, riportando le persone in strada e riaffermando il valore di una comunità capace di reagire e di farsi sentire di fronte a episodi che colpiscono l’intera società.







