venerdì, Agosto 21, 2026

Golfo Persico, Trump rivendica: “L’Iran? Lo abbiamo spazzato via, presto avremo il pieno controllo su Hormuz”

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“Abbiamo spazzato via l’Iran”. Donald Trump torna a rivendicare la portata dell’operazione militare americana contro Teheran, durante un’intervista con il suo ex avvocato personale Michael Cohen, con il quale sembra aver deciso, almeno in pubblico, di seppellire l’ascia di guerra dopo anni di accuse, insulti e battaglie giudiziarie. Il presidente americano è intervenuto nel programma radiofonico del suo ex uomo di fiducia e ai microfoni di WABC, network di New York, ha parlato anche dello Stretto di Hormuz, affermando che “gli Usa controllano sostanzialmente lo Stretto di Hormuz e presto ne avranno il pieno controllo”. Il faccia a faccia tra Trump e Cohen rappresenta intanto un clamoroso riavvicinamento. Cohen, un tempo fedelissimo del presidente e suo “fixer”, era diventato uno dei suoi più duri accusatori, fino a testimoniare contro di lui nel caso Stormy Daniels. Ora, dopo anni di accuse e battaglie giudiziarie, i due sono tornati a parlare pubblicamente in termini concilianti. L’amministrazione Trump intende impedire per il secondo anno consecutivo al presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas, di recarsi a New York il mese prossimo per intervenire all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Lo riferisce il Times of Israel, citando un funzionario statunitense. Già nell’agosto dello scorso anno il Dipartimento di Stato aveva negato o revocato i visti a esponenti dell’Autorità palestinese e dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp), compreso Abbas, che aveva poi partecipato all’Assemblea generale in collegamento video. Washington aveva motivato la decisione accusando l’Autorità palestinese di “non rispettare i propri impegni” e di “compromettere le prospettive di pace”. La misura era arrivata mentre Francia e Arabia Saudita spingevano per il riconoscimento dello Stato di Palestina e per rilanciare la soluzione dei due Stati, iniziativa contestata da Israele. “Il cosiddetto ‘D-Day economico’ è un diversivo per distogliere l’attenzione dalla crisi americana: un debito senza precedenti e tassi d’interesse alle stelle.
Insistere su politiche fallimentari non farà altro che portare a ulteriori sconfitte e all’inimicizia degli iraniani. Il terrorismo economico statunitense minaccia l’economia globale e la sovranità mondiale”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in riferimento all’annuncio di Trump di sanzioni economiche “devastanti” contro l’Iran.

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