A quasi venti giorni dal crollo di alcuni pannelli nella parte superiore della sala principale, il cine-teatro Massimo Freccia di Ladispoli resta chiuso e non è ancora stata indicata una data certa per la riapertura. La struttura è stata interessata da un’improvvisa caduta di elementi del controsoffitto che, oltre a rendere necessario l’immediato stop alle attività per ragioni di sicurezza, avrebbe potuto provocare conseguenze ben più gravi per le persone presenti. La chiusura è stata disposta per consentire gli accertamenti e gli interventi necessari alla sistemazione dei pannelli, ma sul futuro prossimo della struttura resta ancora un punto interrogativo. Una situazione che ha spinto l’opposizione consiliare a chiedere chiarimenti all’amministrazione comunale, tornando a puntare il dito sulla gestione del cine-teatro, riaperto dopo quasi dieci anni di attese e annunci. «Con l’estate, il caldo e tutti presi tra lavoro e vacanze – accusa Roberto Garau, consigliere comunale di minoranza – sta passando sotto silenzio un fatto gravissimo: il Freccia di Ladispoli, riaperto dopo quasi 10 anni di attese, proclami e promesse, è nuovamente chiuso». Garau contesta anche la scelta di affidare la gestione della struttura ai privati, sostenendo che il Comune non sarebbe stato in grado di completare e gestire direttamente quello che considera un bene della città. Nel mirino della minoranza finisce quindi anche il percorso che ha portato alla riapertura del Massimo Freccia, inaugurato con grande attenzione dopo un lungo periodo di lavori e attese. A poche settimane dall’apertura, però, la caduta dei pannelli ha costretto a interrompere nuovamente le attività, riportando il cine-teatro dietro le porte chiuse. La società Frontera Cinemas, che gestisce la struttura, aveva comunicato l’adozione di provvedimenti immediati, spiegando che «per motivi tecnici il cinema resterà temporaneamente chiuso» e che erano in corso gli accertamenti necessari per chiarire la situazione. Da allora, il pubblico attende indicazioni sulla conclusione degli interventi e soprattutto sulla possibile data di riapertura. Per l’opposizione, il caso rappresenta un problema che va oltre il semplice inconveniente tecnico e solleva interrogativi sulla sicurezza della struttura e sulle modalità con cui è stata gestita la sua riapertura dopo un’attesa durata quasi un decennio. «Una vergogna, questa, sotto ogni punto di vista», ha ribadito Garau, criticando la privatizzazione del bene e sottolineando come, dopo una lunga attesa per poter finalmente tornare a usufruire del cine-teatro, la struttura sia stata nuovamente costretta a fermarsi per un problema di sicurezza. Ora l’attenzione è tutta sugli accertamenti tecnici e sui lavori necessari per eliminare ogni rischio, mentre cittadini e frequentatori del Massimo Freccia aspettano di sapere quando il sipario potrà tornare ad alzarsi.
Ladispoli, il cine-teatro è ancora chiuso e l’opposizione chiede risposte
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