martedì, Febbraio 3, 2026

Iran, presidente Pezeshkian: “Ho chiesto a ministro Araghchi di negoziare con Usa”

Si apre uno spiraglio diplomatico inatteso tra Teheran e Washington. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha annunciato ufficialmente di aver autorizzato l’avvio di negoziati diretti con gli Stati Uniti, segnando un possibile punto di svolta nei rapporti, da anni caratterizzati da tensioni, sanzioni e reciproche accuse. L’annuncio è arrivato attraverso un messaggio pubblicato sul profilo ufficiale del capo dello Stato iraniano sulla piattaforma X. «Ho dato istruzioni al mio ministro degli Esteri affinché, purché sussistano condizioni adeguate – prive di minacce e aspettative irragionevoli – si proceda a negoziati equi e imparziali nel quadro dei nostri interessi nazionali», ha scritto Pezeshkian, lasciando intendere la disponibilità di Teheran a un dialogo diretto, ma solo nel rispetto di precise condizioni politiche. Il mandato è stato affidato al ministro degli Esteri Abbas Araghchi, figura chiave della diplomazia iraniana, che già in passato ha avuto un ruolo di primo piano nelle trattative internazionali sul dossier nucleare. Secondo fonti vicine al governo, i primi colloqui dovrebbero iniziare già venerdì prossimo a Istanbul, città scelta come terreno neutrale e tradizionale crocevia diplomatico tra Oriente e Occidente. A rappresentare l’amministrazione statunitense sarà Steve Witkoff, inviato speciale della Casa Bianca, incaricato di sondare la reale volontà iraniana di riaprire un canale di confronto. La scelta di un emissario di alto profilo conferma l’interesse di Washington a verificare se esistano margini concreti per un riavvicinamento, soprattutto su temi cruciali come il programma nucleare iraniano, la sicurezza regionale e l’allentamento delle sanzioni economiche. Le relazioni tra i due Paesi restano estremamente delicate. Dopo l’uscita unilaterale degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare del 2015 e la successiva reintroduzione di pesanti sanzioni contro Teheran, i tentativi di mediazione non hanno mai prodotto risultati duraturi. L’Iran, dal canto suo, ha progressivamente ridotto gli impegni previsti dall’intesa, alimentando nuove preoccupazioni nella comunità internazionale. L’apertura annunciata da Pezeshkian, tuttavia, sembra indicare un cambio di strategia. Il presidente iraniano ha voluto precisare che ogni eventuale negoziato dovrà avvenire «senza pressioni o pretese unilaterali», un chiaro riferimento alle richieste americane e alle misure restrittive ancora in vigore. Gli osservatori internazionali guardano con cautela a questo nuovo tentativo di dialogo. Molto dipenderà dal clima in cui si svolgeranno i colloqui di Istanbul e dalla reale disponibilità delle parti a compiere concessioni reciproche. Se l’iniziativa dovesse andare in porto, potrebbe rappresentare il primo passo verso una fase di distensione in una delle aree più complesse e instabili dello scenario geopolitico mondiale.

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